Salvini abbraccia Greta sul palco di Pontida, ma la mamma della piccola è brindisina

Mercoledì 18 Settembre 2019 di Roberta GRASSI

È di Brindisi, ma vive al Nord da qualche tempo la madre di Greta, la bimba dai capelli rossi che Salvini ha presentato al pubblico a Pontida facendo riferimento in generale a minori sottratti ai genitori e poi in un post sui twitter anche all'ormai noto caso Bibbiano. Si chiama Sara De Ceglia e il suo profilo facebook documenta l'attiva partecipazione nell'associazione Bambini Strappati, sostenuta anche da Simona Pino D'Astore, già candidata a sindaco in quel di Brindisi qualche anno fa.

La polemica sul caso infiamma ancora i social. Protagonista l'opinionista Selvaggia Lucarelli, la prima a far notare che la piccola che Salvini aveva mostrato alla piazza non era effettivamente una delle bambine su cui sono in corso gli approfondimenti della procura di Reggio Emilia. A commentare, poi, è stata proprio la diretta interessata, Sara Joey (il suo nome sul profilo fb): il dibattito è andato avanti, a suon di botta e risposta via web, fino a ieri sera.

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Tutto è iniziato con una foto e un tweet dell'ex vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in qualità di leader della Lega: «Mai più bambini rubati alle loro famiglie. Tra i bambini sul palco c'è Greta, una bimba restituita alla mamma dopo un anno», ha scritto il 16 settembre. Hashtag: Bibbiano, Pontida e Pontida19. Il riferimento, per lo meno delle parole chiave, è all'inchiesta Angeli e Demoni: secondo l'accusa alcune relazioni da consegnare al Tribunale dei Minorenni sarebbero state falsificare per allontanare i bambini dalle proprie famiglie e affidarli ad amici e conoscenti.

Giunge quindi la risposta di Selvaggia Lucarelli: «Mi comunica un magistrato che la bambina Greta portata da Salvini sul palco di Pontida, non è menzionata nell'ordinanza del gip di Reggio Emilia riguardante il caso Bibbiano. Inoltre il suo caso non sarebbe stato neppure tra quelli seguiti dai servizi sociali della Val d'Enza».
Risponde allora la donna: «Ti comunico che essendo la mamma di Greta, prima di sparare a zero avresti dovuto informarti meglio, poi se vuoi mettere come oggetto mia figlia per la solita e spiacevole macchina del fango a contribuire anche tu ad oscurare questa follia ai danni dei bambini, allora è il caso che da oggi in poi la gente sappia realmente chi ti paga. Perché hai un figlio e sei tu a doverti vergognare».

Matteo Salvini torna sull'argomento, sempre via twitter: «Ringrazio questa mamma e questa bimba, che hanno avuto coraggio. Greta è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà, a Bibbiano e in altri Comuni italiani. Greta per fortuna è tornata a casa, altri ancora no».
Ribatte Lucarelli: «Confermo tutto perché ho parlato con la madre. La bambina di Pontida non c'entra nulla con Bibbiano. Vive in Lombardia e le case famiglia a cui fu affidata erano a Varese e Como. Salvini ha strumentalizzato Bibbiano e i bambini in modo indegno». Poi la chiosa della madre, che ha annunciato querele: «Bene, come oggi avete potuto vedere la signora Selvaggia Lucarelli ha di fatto strumentalizzato me e mia figlia per una conclamata battaglia contro Salvini».
«Come specificato non facciamo parte di un movimento e ne tanto meno politico, ero lì in rappresentanza di alcune famiglie di Bibbiano, limitrofi e altre migliaia di famiglie sparse sul territorio nazionale che hanno dato vita al Movimento spontaneo nazionale #BambiniStrappati nessuno ha mai sostenuto noi fossimo di Bibbiano e per come ben ricordo nemmeno Salvini ha accostato noi a Bibbiano. Come ben sapete ero a Roma pochi giorni prima e come ci siamo ripromessi ci stiamo muovendo a nostre spese per fare luce su tutto ciò».
«Ma per tornare a questa gentil donna che ha voluto travisare in maniera poco astuta le mie parole rispondo dando mandato di querela nei suoi confronti e di chi in realtà strumentalizza noi per la battaglia personale contro Salvini. Che ci ha regalato semplicemente tutta la visibilità che serve perché chi è realmente colpevole dei fatti contro i nostri figli fa in modo che questa orribile verità venga coperta dall'insabbiamento! E con questo vi ringrazio perché il nostro motto è non spegnere la fiaccola».
L'ultimo post è di Sara, pubblicato ieri alle 19: «La forza della verità ed i fatti, le prove. Guardare sul volto di nostro figlio il sorriso che muore insieme a te. Altro che fama e strumentalizzazione. Abbiamo bisogno di giustizia». Mentre Lucarelli fa notare: «Nessuno conosce i dettagli di questa vicenda, nessuno può sapere se i Servizi sociali abbiano fatto bene il proprio lavoro o no».

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