Salvata da una truffa, fa dire una messa per i poliziotti: «Hanno salvato la mia famiglia e i nostri risparmi»

Giovedì 11 Luglio 2019
I poliziotti la salvano da una truffa: una pensionata ostunese ringrazia gli agenti offrendo loro una messa. Un gesto semplice nella sua umiltà, ma dal grande valore affettivo.
Un ringraziamento speciale, che tocca la sfera più intima e umana delle persone, e che rafforza quello che deve essere alla base del senso civico all'interno di una comunità: la vicinanza delle istituzioni e dello Stato, soprattutto verso le fasce più deboli della società, come appunto, gli anziani.

Protagonisti di questa storia a lieto fine sono un'allegra pensionata della Città Bianca, la signora Felicetta, e gli uffici del commissariato di Ostuni, guidati dal vicequestore Gianni Albano. Alla Polizia, la donna che vive nella zona ottocentesca, si è rivolta pochi giorni fa, dopo essere stata contattata da sedicenti professionisti che con una scusa le hanno chiesto un incontro. «Insieme ai miei familiari abbiamo capito di cosa si trattasse e del possibile raggiro, dietro questa strana telefonata. Subito ho chiamato in commissariato: gli agenti, con grande spirito di servizio, ci hanno dato le giuste indicazioni per evitare l'eventuale truffa. Sono stati davvero esemplari nel compimento del loro operato, in maniera tempestiva».

Una situazione di pericolo, che nei giorni scorsi ha coinvolto diversi anziani, soprattutto del centro storico della Città Bianca, contatti da due giovani napoletani, poi, fermati in poco tempo dai poliziotti, in un parcheggio non molto distante dalla piazza, in via Tenente Specchia. Si tratta di un 27enne A.S., e di un classe 2000, F.R.: per loro gli uffici di polizia chiederanno all'autorità giudiziaria l'emissione del foglio obbligatorio di via dal comune, con divieto di ritorno ad Ostuni.

A seconda delle situazioni si spacciavano per avvocati o periti assicurativi. Da giorni alcuni anziani avevano denunciato e raccontato alla propria famiglia di strane telefonate ricevute, per presunti incidenti capitati a parenti, anche figli, e per i quali sarebbe stato necessario versare somme in denaro per evitare gravi problemi di natura giudiziaria. Una tecnica già utilizzata nel recente passato. Un modus operandi finalizzato a creare una violenza psicologica nei pensionati, toccando gli affetti più intimi, e riuscendo a farsi consegnare banconote di vario taglio: anche somme ingenti in alcuni casi. Ed una ulteriore vittima del piano diabolico dei due, sarebbe potuta diventare, anche la pensionata, protagonista della storia a lieto fine, che si è conclusa anche, con l'offerta della celebrazione di una Santa Messa di ringraziamento e beneficio futuro ai poliziotti.

«Senza il loro intervento immediato, sarebbero riusciti ad estorcere alla mia famiglia i soldi, i nostri risparmi». Un ringraziamento, che è andato oltre, una semplice lettera. La pensionata della Città Bianca, infatti, ha voluto che la risoluzione del caso, sia con la possibile truffa ai suoi danni evitata, ma anche con il fermo dei due napoletani, fosse omaggiata, in maniera speciale, e quindi con una funzione religiosa, all'interno della chiesa di Sant'Antonio, con la disponibilità del parroco don Fabio Ciollaro.
D.San.
  Ultimo aggiornamento: 21:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA