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Sale chiuse? Cinema all'aperto. Idea a Brindisi: primo passo verso il drive-in

Sale chiuse? Cinema all'aperto. Idea a Brindisi: primo passo verso il drive-in
di Francesco RIBEZZO PICCININ
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Aprile 2020, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 12:10

Negli Stati Uniti non sono mai scomparsi, anche se sono rimasti un fenomeno di nicchia che sembra destinato a riprendere piede. In Italia, invece, solo a sentirli nominare si viene trasportati nell'immaginario degli anni Cinquanta e Sessanta, come in un film stile Grease. Eppure, dei drive-in cinema si è tornati seriamente a parlare, in Italia, ormai da qualche giorno proprio a causa delle limitazioni che, anche durante la cosiddetta Fase due, sarà necessario mantenere in piedi per evitare una nuova ondata fuori controllo di Covid 19.
E ora anche Brindisi si inserisce in questo trend. Fulvio Lucisano, amministratore unico della Ghisola Srl, società che gestisce il multisala Andromeda, ha infatti scritto all'amministrazione comunale ed in particolare al sindaco Riccardo Rossi proprio per proporre un progetto di questo tenore. Ad annunciarlo, sulla propria pagina Facebook, è stato proprio il primo cittadino di Brindisi.

Il ritorno del drive in: la ricetta anti-coronavirus del regista per salvare il cinema

Ho accolto favorevolmente - scrive infatti Rossi - l'idea del produttore e cavaliere del lavoro Fulvio Lucisano, proprietario del cinema Andromeda di Brindisi, di riprendere l'attività nella nostra città con il drive-in. Mi sembra un'ottima prospettiva culturale per il nostro territorio. Se il governo, con i prossimi provvedimenti, riterrà che il sistema cinematografico dei drive-in sia una strada percorribile per riaprire l'attività dei cinema nella stagione calda in arrivo, saremo felicissimi di avere questa offerta a Brindisi. Questo vuol dire permettere alla nostra comunità di poter ricominciare a vedere film sul grande schermo e passare un momento piacevole, significa permettere ai lavoratori del multisala di riprendere a lavorare e alla filiera cinematografica di ripartire con la distribuzione dei film. In questi giorni con gli uffici comunali stiamo verificando i permessi necessari per farci trovare preparati a questa eventualità.

Contattato telefonicamente, il sindaco Rossi ha aggiunto: «L'idea è quella di utilizzare una parte del parcheggio per il drive-in ma prevede anche la realizzazione di un'arena. Ho già parlato con Fabio Marini, referente della società qui a Brindisi, e gli ho spiegato che siamo molto contenti di questa idea. Perciò abbiamo già attivato il settore Urbanistica, in modo da verificare tutto quanto necessario per far sì che, qualora il governo dia nei prossimi Dpcm la possibilità di riaprire i cinema, di poterlo fare in questo modo. Così, infatti, mi pare che possano essere garantiti il distanziamento sociale e la sicurezza. Si riprende, quindi, una vecchia modalità che richiama gli anni Cinquanta e Sessanta. Del resto, se ne sta discutendo un po' in tutta Italia ed il fatto che se ne parli anche a Brindisi è una cosa che ci rende molto contenti e che vediamo con favore. Ci apprestiamo, quindi, a fare una rapida valutazione, in modo da essere subito pronti a partire in caso di autorizzazione da parte del governo».

Il funzionamento del drive-in è piuttosto semplice. Il video, su grande schermo, si vede attraverso il parabrezza dell'auto. L'audio, invece, si sente attraverso un apposito sistema di speaker che, tra l'altro, dà anche la possibilità di scegliere se ascoltare i dialoghi in italiano o in lingua originale. A questa modalità un po' retrò, tuttavia, le nuove tecnologie possono dare un tocco di ulteriore novità. Innanzitutto, con la prenotazione del posto tramite app. E magari anche con l'ordinazione, sempre in via telematica, di bevande e cibo. Che arriverebbero direttamente in auto, senza quindi la necessità di scendere, riducendo ulteriormente i rischi di contagio. Magari trasportati sui mitici pattini, proprio come succedeva negli anni Sessanta.
Il tutto, naturalmente, da contemperare con le necessarie precauzioni dovute alla presenza, ormai quasi endemica, del coronavirus sul territorio nazionale. In particolare, le mascherine ed anche l'accesso scaglionato ai bagni. Magari anche questo prenotabile via app.

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