A Roma la maratona del cuore: i Runner's corrono per il piccolo Gabriele

A Roma la maratona del cuore: i Runner's corrono per il piccolo Gabriele
OSTUNI - La staffetta del cuore. Dell’amicizia. Dell’unione tra sport, famiglia e solidarietà. Un trionfo di emozioni. Lacrime di gioia. Poi quel messaggio di speranza che parte da Ostuni, e giunge nella Capitale. E così la “Maratona di Roma”, con i suoi 42 chilometri, diventa l’occasione per far conoscere al mondo intero la storia di Gabriele Pignatelli, e del suo papà speciale Antonio. Speciale come quel passeggino tecnico che ha permesso al piccolo di giungere al traguardo della lunga corsa, spinto, come si fa nelle migliori staffette, dal suo genitore, ma anche dal gruppo di appassionati podisti, dell’associazione “Ostuni Runner’s”. Una grande famiglia che ha adottato Gabriele, affetto da una malattia rata, la “Sindrome di Williams”, e che ormai da cinque anni attraverso la corsa riesce a far sport, a vivere spazi e contesti nuovi e diversi. Fondamentale per tutto questo la tenacia, l’amore e caparbietà del suo papà. Un contatto intimo e personale, tra di loro, che ha strappato applausi sinceri nell’immensa platea dei 10mila partecipanti alla “Maratona” di ieri: c’è l’esaltazione del gesto sportivo e soprattutto e la gioia che nasconde lo sforzo fisico e regala momenti di emozione unici. Gabriele, così, è stato protagonista assoluto di una domenica di festa. Dieci i corridori che si sono alternati sfidando anche la pioggia che per alcuni tratti della giornata ha caratterizzato il percorso. Un dettaglio, rispetto al valore di un’impresa sportiva ed umana che ha inorgoglito l’intera comunità della Città bianca. Oltre al papà Antonio, gli altri associati dell’ Ostuni Runner’s che hanno partecipato alla maratona di Roma spingendo Gabriele sono stati: Giuseppe Lacorte, Fabio Pacifico Giovanni  Pacifico, Alfredo Sgura, Francesco Cavallo, Pasquale Sacchi, Angelo Brescia, Stefano Cavallo e Angelo Giannotti. Un ‘emozione condivisa, a Roma anche dal resto della famiglia di Gabriele, con la madre Angela ed il fratellino Paolo, che hanno vissuto da vicino e con trepidazione l’intera gara. «L’idea di partecipare alla maratona internazionale di Roma nasce subito dopo l’acquisto del passeggino per cui si è deciso di inaugurarlo portando al traguardo di una delle più importanti e partecipate maratone al mondo il nostro Gabriele. Ci sono voluti- spiega Giuseppe Lacorte, presidente dell’ Ostuni Runner’s- tre mesi di dura preparazione alternandoci a spingere il passeggino per lunghi percorso sotto la guida del nostro preparatore Antonio Sofia». Al motto “Corro per chi non può correre” da tempo l’associazione che conta oltre 70 tesserati, sta portando avanti campagne di sensibilizzazione in favore delle malattie rare. Un messaggio di solidarietà, ieri lanciato anche nella Capitale, dove le gesta di Gabriele e dei suoi staffettisti speciali sono stati accolti dagli applausi e dai sorrisi di tutti. Una testimonianza di speranza. Un inno al valore della vita, premiato con la medaglia ricordo della Maratona di Roma, che ieri ha visto vincitori morali della manifestazione sportiva Gabriele e la famiglia dell’Ostuni Runner’s. 
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Lunedì 8 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 13:59