Rifiuti e degrado, una discarica a cielo aperto alle spalle dell’ospedale

Rifiuti e degrado, una discarica a cielo aperto alle spalle dell’ospedale
di Salvatore MORELLI
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 20:57 - Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 17:04

Più volte bonificata ma sempre preda di “incivili” che continuano a deturpare con l’abbandono di immondizia, pneumatici usati e materiale di risulta la strada di campagna che costeggia l’ospedale “Perrino” e il centro commerciale “Le Colonne” a Brindisi. L’ennesimo scempio ambientale, che da quelle parti mostra, a tratti, una discarica a cielo aperto lunga qualche chilometro, è stato ancora una volta denunciato da alcuni cittadini. In merito a quanto accade, non mancano relativi controlli da parte delle autorità competenti, e non sono bastate (in passato) pesanti sanzioni per cercare di mettere in chiaro che l’abbandono dei rifiuti, di ogni genere, è un reato.

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La discarica

Purtroppo, in città non è il primo caso che si registra (in particolare) nelle zone periferiche. Inoltre, per cercare di evadere la tassa di smaltimento, la stessa discarica viene spesso utilizzata da commercianti “furbetti” che usano quei terreni per scaricare pneumatici, indifferenti alle norme ambientali. Un materiale altamente infiammabile e pericoloso che prevede uno smaltimento, regolarizzato attraverso un decreto legislativo che si chiama Tfu. Un servizio, il ritiro degli pneumatici usati, che è gratuito perché viene pagato in anticipo: quando si acquistano gomme nuove si paga infatti una sovrattassa, detto contributo ambientale, che va a coprire le spese di smaltimento. Ma quando si “evade” non tutti i commercianti di questo settore ne fanno tesoro. La discarica che costeggia l’ospedale “Perrino” e il centro commerciale “Le Colonne” non è inoltre distante dalla linea ferroviaria che dalla città conduce a Mesagne e nel Tarantino.

Un luogo che diventa un vero “nascondiglio” per immondizia, pneumatici usati e materiale di risulta che molto spesso rimangono al riparo da occhi indiscreti grazie alla presenza di un canneto e altri arbusti che crescono al bordo della strada. Un rischio non di poco conto in una zona che da una parte vede la presenza di un centro commerciale e dall’altra una linea ferroviaria. In questi giorni è presente anche un circo nell’area del parcheggio. Un angolo che risulta essere totalmente al buio dopo il tramonto, tanto da facilitare uno scempio del genere. Ancora una volta, chi ha fatto uso improprio di quel terreno ha pensato bene di gettare quei rifiuti all’interno della folta vegetazione per cercare di nascondere quella pericolosa e svariata immondizia, fatta in prevalenza di sacchetti di plastica contenenti rifiuti domestici, ma anche di imballaggi, cartoni, metallo, vetro, fioriere e materiale di risulta: mattoni e calcinacci vari che provengono (molto probabilmente) da cantieri privati. Un fenomeno che lo scorso agosto ha spinto a intensificare i controlli e a pianificare il potenziamen dei sistemi di videosorveglianza (le “foto trappole”) in grado di identificare i responsabili degli abbandoni illeciti. Ma intanto, lo scempio ambientale continua insieme alle denunce dei cittadini che, molto spesso, rimangono inevase.

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