Retata “Ogaden” contro i “furbetti” del reddito di cittadinanza: a Brindisi 240 denunciati, tra cui affiliati alla Scu

Retata “Ogaden” contro i “furbetti” del reddito di cittadinanza: a Brindisi 240 denunciati, tra cui affiliati alla Scu
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Venerdì 5 Novembre 2021, 14:13 - Ultimo aggiornamento: 16:07

Sono 240 le persone denunciate per indebita percezione del reddito di cittadinanza a Brindisi nell'ambito della maxi operazione finalizzata al contrasto del fenomeno di illecita percezione del reddito di cittadinanza disposta dal Comando Interregionale Carabinieri Ogaden” di Napoli.

Il focus brindisino della maxi retata

Emergono dettagli in più dalla maxi retata di qualche giorno fa che ha coinvolto diverse regioni meridionali. I Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, con la collaborazione del personale del locale Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, hanno denunciato 240 persone, metà delle quali straniere, per falsa attestazione al fine di ottenere il reddito di cittadinanza. Gli interventi hanno permesso di intercettare 1.004.346,00 Euro indebitamente percepiti.

I casi

Tra i numerosi controlli, sono risultati significativi gli esiti delle verifiche sul conto di un 30enne di San Michele Salentino, il quale, al fine di percepire i citati emolumenti, ha attestato falsamente di abitare da solo nei locali della propria attività artigianale, dove risultava anagraficamente residente, in modo tale da dissimulare il differente domicilio “di fatto”, dove conviveva con i genitori lavoratori, che non gli avrebbe consentito di accedere al beneficio. Le indagini della locale Stazione dei Carabinieri hanno consentito di accertare che l’uomo, durante il periodo in cui gli è stato corrisposto il RDC, ha percepito redditi da lavoro, avendo svolto in nero la propria attività artigianale che, invece, è risultata cessata dal novembre 2019. L’indebita percezione conseguita dall’uomo ammonta complessivamente a 3.000,00 Euro e dal 29.09.2021 l’INPS ha applicato nei suoi confronti la decadenza del beneficio. 

Spicca poi il caso di Tonino Screti, al quale si attribuisce il ruolo di cassiere della Sacra Corona Unita, il quale, omettendo di comunicare di essere sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, è riuscito a percepire il reddito di cittadinanza, per un importo complessivo di 10.800,00 Euro. 

Tre donne facenti parte di tre distinti nuclei familiari di Mesagne, al fine di percepire il reddito di cittadinanza, hanno attestato falsamente che i componenti delle rispettive famiglie, negli ultimi dieci anni, non hanno riportato condanne per associazione di tipo mafioso. L’attività di controllo svolta dalla locale Stazione dei Carabinieri ha consentito, invece, di appurare che il coniuge di una delle donne e i rispettivi figli delle altre due, erano stati condannati per il citato reato, in tempi più recenti. L’importo indebitamente percepito dalle tre indagate ammonta rispettivamente a 840,00, 1.920,00 e 3.414,00 Euro.

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