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La Regione verso il “sì” al deposito costiero di gas naturale voluto da Edison a Brindisi

Un deposito costiero di gas naturale
Un deposito costiero di gas naturale
4 Minuti di Lettura
Domenica 13 Marzo 2022, 05:00

Sembra ormai orientata a concedere l’intesa per la realizzazione del deposito costiero “small-scale” di gas naturale a Costa Morena Est, nel porto di Brindisi, la Regione Puglia. Proprio come auspicato dal consigliere regionale Pd Fabiano Amati, sostanzialmente da tutta l’opposizione in consiglio comunale a Brindisi, da Confindustria, sindacati e dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, il cui presidente Ugo Patroni Griffi si è detto più volte convinto dell’utilità del progetto per lo scalo del capoluogo.

Il tentativo di mediazione

Poco più di una decina di giorni fa, Edison, Comune, Provincia, Asi, Confindustria ed Authority si sono incontrati a Bari, con il presidente Michele Emiliano a fare da mediatore, per cercare di affrontare sostanzialmente la questione della localizzazione dell’impianto. In teoria, infatti, nessuno è contrario alla sua realizzazione. Il motivo del contendere è, piuttosto, la localizzazione: da un lato c’è chi non ritiene adatta la banchina di Costa Morena Est, da dedicare piuttosto ad attività come quella ipotizzata da Falck Renewables che oltre al cantiere per il montaggio qui potrebbe realizzare un impianto per la produzione vera e propria di impianti eolici offshore flottanti; dall’altro chi è favorevole alla realizzazione del deposito di Gnl in quel sito e ritiene che la diatriba sulla localizzazione abbia il solo scopo di impedire la costruzione di un impianto considerato “green”.

La battaglia di Rossi

Fra i contrari ci sono il sindaco Riccardo Rossi e Brindisi Bene Comune. Proprio il primo cittadino, già dopo il via libera da parte del ministero per la Transizione ecologica, aveva annunciato un ricorso al Tar. Una decisione, quella del ministero, definita «gravissima» in quanto «si sono cassati a piacimento i pareri di Comune e Provincia, considerati positivi per il silenzio assenso come se non fossero mai stati inviati, e quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici». Proprio la mancata considerazione dei pareri, definita dal sindaco «pretestuosa», sarà alla base del ricorso al Tar preannunciato da Rossi qualche tempo fa. «Mi sono confrontato su questo - aveva aggiunto il sindaco proprio nel giorno del via libera da parte del ministero - anche con il presidente Emiliano che supporta questa iniziativa e negherà l’intesa». Qualche settimana dopo, al termine dell’incontro a Bari con il governatore, tutti si erano detti soddisfatti. Sia i favorevoli che i contrari.

Le conseguenze della guerra

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, tra l’altro, ha cambiato completamente quello che è l’attuale mercato energetico, come sottolineato ancora una volta nelle ultime ore dal consigliere regionale Pd Amati: «Siamo in emergenza e se continua così rischiamo povertà e terribili disuguaglianze da periodo di guerra. Per questo la Puglia deve candidarsi per rigassificatori offshore, collaborare per approvare rinnovabili, a cominciare da parchi eolici al largo di Brindisi e Lecce, spingere per raddoppio Tap e costruzione di nuovo gasdotto Poseidon, e dare l’intesa per il serbatoio Gnl di Brindisi. Certo, questo non risolve il problema ma risponde al principio che ognuno deve fare ciò che può, soprattutto se questo dovere corrisponde a pace, sicurezza ambientale e prosperità». Per Amati, infatti, «stiamo pagando gravi errori di valutazione del passato e un numero incredibile di illusioni infondate. E mentre si sentono incertezze, ambiguità e ammiccamenti, per corrispondere a paure infondate o strumentalizzazioni politiche, serve una volontà politica che si esprima con  parole chiare.

Autorizzazioni facili

E, tra le altre cose, «collaborare, anche modificando le linee guida del piano paesaggistico, per conseguire l’autorizzazione delle oltre 400 pratiche pendenti per fotovoltaico, eolico e biomasse, per una capacità totale di circa 15 gigawatt. Fatte salve, ovviamente, le verifiche sui requisiti tecnici e legali».Dopo tutte le altre proposte, il consigliere regionale Pd chiede alla giunta della Regione Puglia «di dare l’intesa per la realizzazione del serbatoio Gnl nel porto di Brindisi e predisporsi per accogliere anche altri serbatoi Gnl qualora fossero richiesti e risultassero compatibili con le normative di settore». A quanto pare, la Regione si starebbe orientando proprio in questo senso e sarebbe pronta a concedere l’intesa. Del resto, già durante l’incontro a Bari era emersa l’assenza di qualsivoglia problematica di tipo tecnico e autorizzativo. A questo si aggiungono diverse voci che arrivano dai vertici regionali. Voci che spiegherebbero l’ottimismo dimostrato da Confindustria e Autorità di sistema portuale dopo l’incontro con il presidente Emiliano.

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