Qualità dell'aria a scuola: maglia nera per tre comuni. Ecco quali

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Francesco TRINCHERA

In un periodo in cui l'istruzione si deve destreggiare tra la didattica in presenza e quella digitale, la necessità di avere un luogo di studio salubre per i più piccoli trova una sua nuova declinazione nel rapporto dell'Osservatorio sulla povertà educativa #conibambini di Openpolis. Quest'ultima che ha collaborato con l'impresa sociale che si chiama, appunto, Con i bambini, nell'ambito del fondo per il contrasto alle povertà educative. Nel documento si fa riferimento all'inquinamento atmosferico delle aree in cui sono costruite le scuole, elaborando dati provenienti dal ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca e relativi al 2018. L'elaborazione del portale incentrato su dati e rilevazioni statistiche, quindi, vede i fari puntati anche sugli edifici in tre comuni della provincia di Brindisi: si tratta del capoluogo, di Ceglie Messapica e di Francavilla Fontana.

I DATI

Proprio la Città degli Imperiali è quella con i dati più alti percentualmente: secondo il rapporto, infatti, su 24 scuole presenti nel territorio comunale, sono in quattro ad essere esposti all'inquinamento atmosferico (il 16.7 percento), che la colloca al quinto posto a livello pugliese ed al 119esimo nel panorama nazionale. Qualche posizione più giù in questa graduatoria regionale (ottavo, 125esimo nazionale) c'è invece Ceglie Messapica, che conta 2 scuole che soffrono di questa condizione sulle 14 che insistono nel suo territorio. Percentualmente meno preoccupante (6,4 percento) anche se necessita comunque delle attenzioni del caso la situazione di Brindisi, che conta quattro istituti su 66 nei pressi di fonti di inquinamento atmosferico, collocandola al dodicesimo posto in Puglia ed al 215esimo in Italia. Le altre realtà della Provincia di Brindisi, invece, non hanno alcun caso tra i loro edifici scolastici.

IL QUADRO NAZIONALE


Questi dati, in ogni caso, non sono tra i più preoccupanti sul panorama nazionale dove circa un edificio su cinque (circa il 20,4 percento, per la precisione) soffre di questa problematica, media superata in nove regioni italiane. «La quota più alta dicono su Openpolis - è quella della Valle d'Aosta, con il 52,9 percento delle scuole in aree inquinate. Seguono Molise (42,2 percento) e Piemonte (39 percento)». La Puglia, invece, è quella che ha percentualmente il minor numero di scuole colpite (10,5 percento), seguendo nella classifica, nell'ordine, Umbria (11,5 percento) e Sicilia (10,6 percento). Più in generale, il report si sofferma sul fatto che il 41,3 percento delle scuole a rischio sono in territori di città ed urbanizzati, mentre solo il 2,8 si ritrova nelle zone rurali: in questo contesto è Milano con il 24,1 percento ad avere la maggiore incidenza tra le città più popolose, seguita da Bologna con il 20,9 percento e Torino con il 20 percento. Openpolis e Con i bambini, quindi, pongono l'accento sui rischi che si corrono ad avere delle scuole in queste zone. «Respirare aria inquinata - si legge - da agenti nocivi, da polveri sottili, può causare problemi di salute». Nel rapporto, quindi, si evidenzia che «secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l'Istituto superiore di sanità italiano (Iss)», questo effetto andrebbe a colpire «in modo particolare i più piccoli», diventando la possibile causa di «asma, infezioni alle vie respiratorie, ma anche problemi nello sviluppo, obesità e alcuni tumori infantili». Il monito di Openpolis e Con i bambini, quindi, è di «limitare il più possibile i danni dell'inquinamento atmosferico, tutelando i minori almeno negli spazi pubblici che frequentano maggiormente, in primis la scuola».

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