Emiliano lancia la sfida con Marino
«Una coalizione oltre i vecchi schemi»

Michele Emiliano e Nando Marino con tutti gli alleati
Michele Emiliano e Nando Marino con tutti gli alleati
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Giovedì 31 Marzo 2016, 11:06
BRINDISI - Prova ad accendere i cuori e trascinare le folle il presidente della Regione Puglia, nonché segretario regionale uscente del Pd, Michele Emiliano, durante la presentazione del candidato sindaco per il centrosinistra Nando Marino, ieri pomeriggio all’hotel Orientale. Emiliano ha ammesso di avere voluto con forza la candidatura dell’imprenditore e presidente nazionale della Lega Basket, a volte anche a rischio di mettere in discussione la coalizione. «Io so - ha detto rivolgendosi agli alleati, seduti allo stesso tavolo - che questa legittimazione la devo a voi e senza di voi non avrei avuto la forza e le dimensioni per farlo». Un messaggio con il quale Emiliano ha voluto mettere a tacere alcune polemiche sotterranee che ancora rimanevano all’interno dell’alleanza.

Poi, il presidente della Regione ha ricordato, come sempre accade quando è in città, diversi episodi del suo passato collegati a Brindisi. Dal suo lavoro di magistrato alle manifestazioni contro il rigassificatore alle quali, ha raccontato, «venivo invitato da Michele Errico», fino al «grande sindaco» Domenico Mennitti, la cui moglie era presente ieri in sala ed è stata ringraziata per la sua presenza proprio da Emiliano. «Per noi - ha detto - la sua presenza oggi è molto importante». Di volti noti, in realtà, nella sala dell’Orientale ce n’erano diversi. A partire da quelli seduti al tavolo dei relatori. Oltre ad Emiliano e Marino, infatti, c’erano il fondatore di Sviluppo e Lavoro Giovanni Brigante, il segretario provinciale del Pd Maurizio Bruno, la commissaria cittadina del Pd Sandra Antonica, il coordinatore provinciale del Nuovo Centrodestra Ciro Argese ed il coordinatore provinciale dell’Udc Euprepio Curto.

Tra il pubblico, ex assessori delle varie giunte Consales come Raffaele Iaia e Teodosio Prete, ex consiglieri comunali di maggioranza come Antonio Elefante, Antonio Ferrari, Ferruccio Di Noi, Salvatore Giannace, Francesco Cannalire e Francesco Renna e di opposizione come Antonio Pisanelli. Assente invece l’ex vice sindaco Giuseppe Marchionna (contro un possibile ticket Marino-Marchionna come sindaco e vice sindaco si è espresso con chiarezza il coordinatore Udc Curto) mentre erano presenti perfino alcuni ex assessori dell’amministrazione Mennitti come Teodoro Scarano e Paolo Chiantera. Ma anche maggiorenti del Pd come Giovanni Carbonella e Carmine Dipietrangelo. O ancora nomi noti del sindacato come Emanuele Castrignanò, ex capolista alle elezioni regionali come Antonella Vincenti, imprenditori di primo piano come diversi esponenti della famiglia Barretta. Fino ad arrivare all’ex presidente della Provincia Nicola Frugis, con la sua associazione “Brindisi Può”, che secondo il coordinatore regionale di Forza Italia prima di convergere su Marino puntava alla candidatura a sindaco per la coalizione di centrodestra.

Ed in effetti, a parte il ricordo di Mennitti, Emiliano ha ammesso che la coalizione creata per queste elezioni amministrative, la cui data ormai dovrebbe essere il 5 giugno per il primo turno e il 19 per i ballottaggi, è per usare un eufemismo «un centrosinistra allargato, con qualche piccola differenza rispetto alla maggioranza in Regione Puglia. Ma sono contento che la coalizione si sia aperta», dice rivolgendosi a due consiglieri regionali di Ncd seduti in prima fila.

«Sono felice - ha concluso Emiliano prima di passare la parola a Marino, che ha definito, come aveva fatto qualche giorno fa “mito del basket” - di presentare un candidato che segmenta la società di Brindisi senza stereotipi e vecchi schemi del passato». Qualche minuto dopo, però, la parola è costretto a riprendersela. E anche con un po’ di imbarazzo, visto il tono tutt’altro che conciliante di Marino, e perfino del pubblico, nei confronti dei giornalisti. «Dobbiamo nominare dei difensori d’ufficio?», chiede scherzosamente il presidente della Regione per provare a spezzare la tensione ironizzando sulla durezza delle domande, incentrate sui rapporti di Marino col centrodestra, sul suo legame con Enel e sulle case posseduta ad Acque Chiare dalla sua famiglia.
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