Una Questura tutta rosa, o quasi: ecco le donne nei posti strategici per l'attacco al crimine

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Roberta GRASSI

Fermi tutti, a Brindisi comandano le donne. Non è certo una novità una divisa al femminile, gonna e camicetta. Non lo è neppure se ci sono i gradi sulla spallina. Ma otto, tutte insieme e tutte a capo di un settore, non si erano mai viste. Con l’arrivo del nuovo vicario del questore, Angela Ciriello, 53 anni di Napoli, sarà “record”. La funzionaria giungerà oggi in questura e probabilmente si sentirà come a casa. Non soltanto per l’accoglienza che le sarà tributata (Brindisi si sa è una città ospitale e generosa), ma anche per via del contingente di colleghe con cui potrà condividere la quotidianità professionale.


C’è il capo di gabinetto, Marilena Scioli, abruzzese, mamma di un ragazzo di 17 anni. E poi la dirigente della Squadra Mobile, Rita Sverdigliozzi. Si occupa di criminalità organizzata, sa tutto di clan e organigrammi mafiosi, ma non perde un saggio di danza di sua figlia. Neppure uno.

 

Un volto storico è Stefania Occhioni: è la moglie di un ex dirigente della Digos, ma soprattutto è stata per anni al vertice dell’Ufficio Immigrazione, oggi alla guida della polizia di Frontiera del porto e dell’aeroporto. In divisa da quando aveva 19 anni. Mamma anche lei. La Digos è diretta da Rosalba Cotardo che è arrivata a Brindisi dopo aver trascorso cinque anni a Mesagne (da capo). E’ entrata in polizia a 30 anni, aveva già superato l’esame d’avvocato. La Stradale pure, è al femminile: la numero uno è Pasqualina Ciaccia, di Monopoli, sul campo dal 1987. A sostituire Occhioni, all’ufficio Immigrazione, è stata Giuliana Ferrara. E’ arrivata da Cosenza, prima ancora lavorava a Milano. Perfino il dirigente medico è in rosa: Alessandra Martini, che è succeduta a una collega.


La nuova arrivata, Ciriello, ha la qualifica di Primo dirigente, ed è mamma di tre figli. Per dirne una, ai tempi della Squadra mobile di Napoli, ha fatto parte del team che si è occupato delle indagini che hanno condotto alla condanna definitiva dei mandanti ed esecutori dell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani. Tosta, insomma, al pari di tutte le altre che interpretano la propria professione come una missione. Il questore, Ferdinando Rossi, non ha mai nascosto la propria soddisfazione per la circostanza, del tutto casuale, che rende i suoi uffici di polizia unici in Italia. In rappresentanza anche della quota maschile degli appartenenti alla polizia di Brindisi, ha spesso sottolineato il bel messaggio che da via Perrino si veicola altrove. Sono moltissime le donne che faticano per ritagliarsi uno spazio di primo livello sul luogo di lavoro, qualsiasi esso sia. Negli uffici che si affacciano su un porto mozzafiato, in un territorio in cui si continua a combattere contro le infiltrazioni criminali, di funzionarie in carriera ce ne sono ben otto: in posizioni strategiche. Non danno ordini (forse non si usa più), ma gestiscono risorse umane. E collezionano obiettivi. 

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