La città seppellita da una montagna di pneumatici: «Rifiuti speciali, a rischio l'ambiente»

Martedì 7 Gennaio 2020
«Si rischia un aggravamento della situazione ambientale a Brindisi, a far gonfiare e riprodurre le discariche abusive sulle complanari, nelle aree rurali, nei canali, saranno le gomme delle nostre auto, meglio conosciute come Pfu Pneumatici Fuori Uso». È l'allarme lanciato dalla Confartigianato sul mancato ritiro degli pneumatici, un tema che diventa anche ambientale ed urgente al punto che la categoria ha organizzato un incontro per discutere e soprattutto per prevenire un'emergenza affermano, per giovedì prossimo alle 18.30 presso la sede provinciale di Confartigianato Brindisi in Via Dalmazia n. 31/c.
«Per affrontare il problema i gommisti hanno pure chiesto un incontro al sindaco ed all'Assessore all'ambiente della città perché riteniamo - sottolineano - che il Comune possa sollecitare ed invitare i Consorzi, in uno con la Confartigianato, a ridurre ed azzerare i ritardi nei ritiri dei Pfu».

Non si parla di pneumatici ancora in grado di essere utilizzati come tali o destinati ad essere ricostruiti, ma di pneumatici irrecuperabili che devono essere smaltiti come rifiuto. Fino al 2011 lo smaltimento degli pneumatici era a carico dei gommisti, da novembre 2011 lo smaltimento si paga anticipatamente, contestualmente all'acquisto del prodotto. E' obbligatorio per legge per chi vende pneumatici, farlo pagare: il contributo copre lo smaltimento futuro (quando verranno sostituiti) di pneumatici che vengono acquistati oggi.

Se si acquistano pneumatici dal gommista, soluzione che la Confesercenti consiglia perché meglio evitare gli acquisti on-line o da rivenditori non specializzati, si pagherà il contributo Pfu al gommista, che lo ha pagato al grossista, che lo ha pagato a sua volta alla casa di produzione, che lo ha versato ad un consorzio per il recupero dei Pfu.
L'introduzione del contributo Pfu è un passo in avanti importante nel ridurre la produzione di rifiuti e nella protezione dell'ambiente ma ha anche creato confusione sia nei consumatori che negli operatori del settore, in special modo quando i consorzi e le società delegate al recupero non rispettano le date dei ritiri.

I gommisti, dalla loro, sono obbligati per legge ad iscriversi ad uno o più consorzi per il ritiro dei Pfu (ovvero Pneumatici fuori uso), l'iscrizione e il servizio sono totalmente gratuiti, gli pneumatici vengono ritirati presso i gommisti a costo zero e, come previsto dai contratti, con elevata regolarità, i consorzi per lo smaltimento non hanno un limite o una eccedenza che possono rifiutarsi di ritirare.

«Oggi registriamo in Confartigianato la denuncia dei nostri gommisti, tutto ciò che è previsto dalla legge a carico dei consorzi, da un paio di mesi, purtroppo, non è rispettato - prosegue la nota -, i ritardi sono ormai insostenibili, e si prevedono, a tutt'oggi, i prossimi ritiri di Pfu nel mese di febbraio, intanto le officine sono colme di gomme usate, costituendo un pericolo per la salubrità e la sicurezza degli ambienti di lavoro, oltre che per la salute dei cittadini nel caso venissero stoccati all'esterno».

Il rischio attuale, inoltre, è che l'utente finale intenda utilizzare le nuove isole ecologiche per smaltire i propri pneumatici, o intenda lasciarli agli angoli delle strade in città dove spesso, ancora, nonostante il nuovo sistema di raccolta differenziata, si accumulano rifiuti di ogni genere.
«I gommisti di Brindisi, sensibili alle questioni ambientali, hanno affidato a Confartigianato - si afferma in una nota - l'impegno di affrontare il grave problema che sta compromettendo la vita di molte aziende, in alcuni casi ci consta che le aziende sono costrette a rifiutare alcune sostituzioni di particolari pneumatici ed a fermare o chiudere le attività». Ultimo aggiornamento: 17:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA