Rifiuti, ok dal ministero ai nuovi impianti a Bari, Brindisi, Foggia e Cavallino

Una discarica
Poche osservazioni, tutte di natura tecnica, ma nella sostanza il nuovo piano di gestione dei rifiuti della Regione Puglia è stato promosso dal ministero dell'Ambiente. Il dipartimento regionale sta analizzando e rispondendo ai dubbi sollevati da tutti gli enti e associazioni interessate e che hanno trasmesso richieste di correttivi o spiegazioni. Da Roma sono arrivate poche osservazioni ma l'impostazione complessiva del piano ha ricevuto una tacita approvazione, oltre al ministero hanno partecipato alla fase di valutazione - passaggio previsto dalla legge - Anci, Confindustria, i singoli Comuni, i gestori degli impianti privati, associazioni.
Superato questo step, il piano verrà sottoposto al vaglio del consiglio regionale ma, intanto, l'Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti (Ager) sta procedendo con le procedure propedeutiche all'avvio dei cantieri dei nuovi impianti. Il direttore generale, Gianfranco Grandaliano, ha firmato le prime delibere che riguardano le strutture di compostaggio, carta, plastica. La Puglia ha la necessità di potenziare al più presto la propria impiantistica per raggiungere gli obiettivi previsti nel piano, primo fra tutti il 65% di raccolta differenziata entro il 2020. Tra centri da ammodernare e potenziare e altri da realizzare ex novo, in totale sono 21 le strutture che verranno distribuite equamente sul territorio. Saranno tutti pubblici gli impianti, sia nella gestione che nella proprietà, questo significa che i costi dovrebbero ridursi sensibilmente.
Il piano prevede una spesa di 120 milioni di euro, le strutture dovrebbero essere pronte tutte entro tre anni. Si partirà con i lavori per la realizzazione dell'impianto di compostaggio che sorgerà a Pulsano, in provincia di Taranto, poi toccherà a Foggia e, via via, agli altri centri: in 36 mesi i cantieri dovrebbero essere tutti chiusi e gli impianti funzionanti. Non ci saranno nuovi termovalorizzatori, attualmente in Puglia ne sono attivi due, entrambi privati: uno si trova a Manfredonia e ha una capacità di 135mila tonnellate; il secondo è localizzato a Massafra e, a massimo regime, può bruciare sino a 100mila tonnellate. La Regione Puglia ha deciso che sono sufficienti, quindi non saranno costruiti termovalorizzatori pubblici. Resta solo un punto interrogativo sulla struttura privata che ha ricevuto il nullaosta per l'attivazione a Modugno, in provincia di Bari. Per quanto riguarda, invece, gli impianti che producono Css saranno quattro e saranno localizzati a Foggia, Bari, Brindisi e Cavallino. Su quest'ultimo, però, c'è ancora un punto interrogativo relativo ad un ricorso pendente davanti al Tar. Cosa sono gli impianti di produzione Css? Sono strutture che selezionano e separano i rifiuti della frazione secca che non possono essere riciclati in base al loro potere energetico, una volta preparati vengono trasferiti negli inceneritori. Sull'utilità degli inceneritori e degli impianti di produzione Css si è accesso, nei mesi scorsi, un dibattito nel governo nazionale, tra Lega (favorevole) e M5S (contrario), e anche in Puglia, nella maggioranza che sostiene la giunta Emiliano. Il piano, poi, prevede la creazione di sette nuovi impianti di compostaggio da realizzare a Cavallino (40mila tonnellate all'anno), Andria (67mila), Cerignola (20mila), Pulsano, Foggia, Brindisi e Bari (40.000 tonnellate). Oggi sono sette quelli in funzione e si trovano a Lucera (che può ospitare sino ad un massimo di 178mila tonnellate), Deliceto (11mila tonnellate), Modugno (91mila), Marina di Ginosa (80mila), Laterza (70mila), Manduria (60mila) e Statte (15mila). Per completare il quadro dell'impiantistica, la Puglia si doterà anche di tre strutture di selezione: a Foggia verrà inaugurato il centro per il recupero del vetro, a Monte Sant'Angelo quello per la plastica e a Ugento per la carta. A questi si aggiungeranno, inoltre, due impianti per il trattamento del percolato (da inaugurare a Brindisi e Trani) e due strutture per il recupero di rifiuti da spazzamento stradale (saranno attivati a Molfetta e Statte). Infine, a Taranto sarà realizzato un deferizzatore, di cosa si tratta? E' un macchinario che separa il ferro e l'alluminio dalla plastica.
V.Dam.
 
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Giovedì 4 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:18