Petrolchimico senza controlli: «Inadeguate quelle centraline»

Sabato 13 Giugno 2020
La rete di monitoraggio della qualità dell'aria all'interno del polo petrolchimico di Brindisi è assolutamente inadeguata. A sostenerlo, ieri, durante l'audizione nella commissione Sanità del consiglio regionale, è stato il direttore generale dell'Arpa Puglia Vito Bruno, convocato insieme al direttore scientifico Vincenzo Campanaro ed alla direttrice del dipartimento di Brindisi della stessa Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente su iniziativa del presidente della commissione Pino Romano. Una convocazione condivisa anche dai colleghi Domenico Santorsola e Mauro Vizzino, rispettivamente presidente della commissione Lavoro e della commissione Ambiente, e per la quale era giunta anche la sollecitazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti.

La convocazione è arrivata in relazione al recente stop della Versalis, imposto dal sindaco Riccardo Rossi con due distinte ordinanze a seguito di preoccupanti fenomeni odorigeni e picchi anomali di benzene e toluene, due sostanze altamente cancerogene. Una situazione che conferma, secondo il presidente della commissione Sanità, «quanto sia intollerabile che una zona industriale ad alto rischio sul piano delle emissioni inquinanti non disponga di una adeguata rete pubblica di monitoraggio ambientale».

Faccia a faccia Rossi-Versalis: si apre il tavolo sulla chimica

Proprio il direttore generale di Arpa, infatti, aveva già fatto presente, in due relazioni presentate ad aprile e a novembre 2019 alle istituzioni competenti, come «relativamente alle centraline all'interno dell'impianto, il sistema di monitoraggio della qualità dell'aria ambiente a carico del gestore non sia adeguato e manchi la convenzione per la gestione dei dati da parte di Arpa come invece avviene per le altre aziende sottoposte ad Aia nazionale, attraverso l'integrazione dei sistemi privati con la rete pubblica in un unico sistema di gestione dei dati».
Lo stesso direttore generale Bruno ha definito «inaccettabile che il sistema di monitoraggio sia effettuato unicamente tramite due centraline poste all'interno dello stabilimento e che non sia gestito da Arpa e di cui non si conoscono procedure di calibrazione e manutenzione e i cui dati non pervengono in tempo reale».

L'Agenzia ha inoltre fatto richiesta formale ad Ispra di proporre al tavolo tecnico nazionale la revisione delle Autorizzazioni integrate ambientali, inserendo il vincolo di gestione del monitoraggio in sinergia con le agenzie regionali all'ambiente. Oltre alla richiesta di partecipare alle conferenze di servizi nazionali per nuovo sistema di monitoraggio relativo all'impianto Versalis, è stata sollecitata la possibilità di poter far parte del gruppo tecnico per le valutazioni sui profili impiantistici innovativi che possano portare ad una definitiva soluzione del problema.
Anche il direttore scientifico Campanaro e la direttrice del dipartimento di Brindisi D'Agnano hanno ribadito che le cabine di monitoraggio della rete fissa e mobile (in prossimità dell'area Micorosa) controllano puntualmente la qualità dell'aria ma che manca un sistema adeguato di centraline come quelli presenti negli altri siti Aia presenti sul territorio regionale.

Brindisi, sostiene dunque Romano, «necessita un immediato potenziamento del sistema di rilevazione ambientale, così come è necessario dotare l'Arpa di Brindisi di più uomini e mezzi per poter adempiere ad una serie di funzioni di importanza rilevante per la tutela del territorio e della salute dei cittadini». L'assenza di una rete di centraline controllate dall'Arpa all'interno ed all'esterno del petrolchimico, inoltre, «ha reso impossibile qualsiasi tentativo di stabilire con certezza da cosa sono stati provocati i recenti sforamenti di emissioni di benzene». Anche per questo, al tavolo sulla chimica recentemente avviato tramite la Task force regionale per l'occupazione, al quale partecipa anche Versalis, il sindaco Rossi ha chiesto ed ottenuto impegni concreti in questo senso.

Il consigliere regionale Bozzetti chiede che sia ascoltata a breve anche la Asl di Brindisi per comprendere «i potenziali danni alla salute che potrebbero derivare dal superamento delle concentrazioni di benzene, che si è verificato in determinate fasce orarie giornaliere a Brindisi». Il consigliere Romano, invece, propone di utilizzare l'ex Di Summa come sede di un coordinamento decentrato di Arpa e Aress. © RIPRODUZIONE RISERVATA