Perrino, reparti al limite. Pronte le Usca: medici formati per l'assistenza dei pazienti Covid a casa

Giovedì 26 Novembre 2020 di Lucia PEZZUTO

Nel pieno dell'emergenza Covid, sono operative da oggi tutte le Usca, Unità speciali di continuità assistenziale, previste al momento in provincia di Brindisi. Nella giornata in cui la curva dei contagi, nel Brindisino, ha fatto registrare una lievissima diminuzione (nell'ultimo report della Regione i nuovi casi risultano 156, sei in meno rispetto a ventiquattro ore prima), la rete della assistenza giunge a compimento. Due Unità speciali di continuità assistenziale erano già state attivate a Ceglie Messapica, nel distretto di Francavilla Fontana, lunedì scorso era partita quella di Torre Canne, nel distretto di Fasano, mentre martedì scorso le squadre di Brindisi e San Vito dei Normanni. Oggi, invece, quella di San Pietro Vernotico, per la zona di Mesagne. Alle Usca, una ogni 50mila abitanti, viene affidata la gestione domiciliare dei pazienti Covid che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero.


«Fanno parte delle Usca spiega il direttore sanitario della Asl, Andrea Gigliobianco - i medici di continuità assistenziale, i medici che frequentano il corso di formazione specifica in medicina generale e i laureati in medicina e chirurgia abilitati e iscritti all'Ordine. Con la pubblicazione del primo bando della Asl di Brindisi sono pervenute poche richieste e abbiamo costituito soltanto una unità a Ceglie Messapica con sei medici. Nell'ultimo avviso, invece, abbiamo avuto oltre cento candidature che ci hanno consentito di selezionare 34 professionisti. È in corso anche il reclutamento di personale infermieristico per costituire, accanto a squadre di due medici, équipe miste con infermieri».


Le Usca, operative ogni giorno, vengono attivate dal medico di famiglia se con il triage telefonico si accerta che il paziente presenta sintomi che suggeriscono l'infezione da Covid: febbre, malessere generale, tosse, mal di gola, congestione nasale, cefalea, dolori muscolari, diarrea, perdita di olfatto e gusto. Il medico invia all'Usca la scheda di triage e l'Unità di continuità assistenziale si occupa della valutazione diretta del paziente e dell'esecuzione del tampone molecolare nasofaringeo. Se il test è negativo la gestione del paziente resta di competenza del medico di famiglia. In caso di positività al tampone, l'Usca continuerà il monitoraggio clinico del paziente in collaborazione con il medico di famiglia che potrà attivare anche l'assistenza domiciliare, consigliare accertamenti specialistici, esami di laboratorio e strumentali e prescrivere farmaci, in accordo con il medico dell'Unità di continuità assistenziale.


In un momento di grande difficoltà per le strutture sanitarie, le Usca rappresentano una grande risorsa. Attualmente nell'ospedale Perrino di Brindisi sono ricoverate per Covid 77 persone. Nel dettaglio: vi sono 19 persone ricoverate nel reparto di Malattie Infettive su una disponibilità di 20 posti letto; 22 persone nel reparto di Pneumologia a fronte di una disponibilità di 28 posti letto; 25 persone nel reparto di Medicina Interna, con un massimo di 30 posti; e 11 persone del reparto di Terapia Intensiva per una disponibilità di 16 posti letto nel modulo esterno, che all'occorrenza possono diventare 26. Purtroppo ieri nel reparto di Rianimazione è morto un paziente di 68 anni.
Nell'ospedale di Ostuni, invece, sono ricoverati 19 pazienti in Medicina Interna e 16 Pneumologia. Nel post Covid di Mesagne vi sono 13 pazienti mentre in quello di Ceglie Messapica 11.

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