Parco Bove, via al dialogo dopo gli sgomberi delle ultime baracche

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Lucia PEZZUTO
Ordinanze di sgombero a Parco Bove: sono i giorni del dialogo nel quartiere Paradiso di Brindisi. Il comitato dei residenti, infatti, incontrerà il sindaco ed il procuratore aggiunto di Brindisi. Non si arrendono, dunque, le famiglie di Parco Bove a Brindisi che da sempre occupano le baracche di proprietà comunale. Dopo l'esecuzione delle ultime ordinande di sgombero nei confronti di alcuni abusivi, ora vogliono avere chiarezza su quale sarà il loro futuro e quali altre azioni intende intraprendere la magistratura.

Sostenuto dal sindacato Cobas di Brindisi, il Comitato residenti Parco Bove incontrerà il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, questa mattina, alle ore 9,30, nell'aula Mario Marino Guadalupi per discutere delle possibili azioni comuni rivolte a continuare il percorso fatto fino ad oggi. La stessa proposta di confronto è stata inoltrata al pm, titolare dell'inchiesta sugli abusivi di Parco Bove, il procuratore aggiunto Antonio Negro, che ha accettato di incontrare il Comitato. Il magistrato ha comunicato all'avvocato Carlo Zecca, legale del Comitato, che l'incontro potrà svolgersi domani, giovedì 2 Luglio, alle ore 10,30 presso il tribunale di Brindisi, dove ascolterà la voce dei residenti . Negli ultimi giorni a Parco Bove sono state eseguite cinque ordinanze di sgombero coatto ei confronti di altrettanti nuclei famigliari che occupavano abusivamente quelli che sulla carta sono alloggi popolari ma di fatto hanno l'aspetto d vere e proprie baracche.

Le procedure di sfratto non sono state semplici ed hanno richiesto l'impiego della polizia locale e la presenza delle forze dell'ordine. Da qui il dramma sociale che si intreccia con il problema dell'ordine pubblico.
L'incontro con il magistrato dovrebbe servire anche a questo, a capire come affrontare la situazione. «Il Comitato ringrazia per la disponibilità all'ascolto il procuratore aggiunto e spera di riprendere il percorso interrotto della cabina di regia anche con la voce della magistratura, per evitare altri sgomberi», asupica il sindacato Cobas.
«Per questo è necessaria la spinta dell'Amministrazione comunale per la immediata convocazione della cabina di regia presso la Prefettura dove sono rappresentati forze dell'ordine, Comune, Regione, a cui vorremmo a latere l'azione di consulto con la magistratura».

In realtà la cabina di rega per Parco Bove si era insediata circa un anno fa ma negli ultimi mesi era stata sospesa a causa del lockdown dovuto all'emergenza sanitaria. «Il Comitato conferma il sostegno alla azione della cabina di regia per Parco Bove - dice ancora il Cobas - riconosce che è il migliore degli strumenti per affrontare e chiudere definitivamente la piaga sociale delle ultime baracche esistenti in città». Attualmente a Parco Bove restano in piedi ancora circa una trentina di baracche che il Comune chiama alloggi popolari, ma di fatto sono strutture fatiscenti dove mancano le condizioni minime di igiene e sicurezza.

La famiglie che attualmente vi risiedono sono legittimi assegnatari in attesa di avere un alloggio nuovo, soprattutto dignitoso. Entro settembre il Comune dovrebbe avere la disponibilità di circa una decina di appartamenti nel complesso residenziale che la Regione Puglia sta ultimando nella zona Torretta, sempre al quartiere Paradiso. I numeri, ovviamente, dimostrano che la quota spettante al Comune come alloggi popolari non è sufficiente a coprire il fabbisogno delle famiglie di Parco Bove. Per questo motivo il Comune ha chiesto una cabina di regia alla Prefettura affinchè si possa arrivare ad un accordo con la Regione Puglia e quel 25 per cento delle quote passi al 50. © RIPRODUZIONE RISERVATA