Ostuni, vive con la pensione minima ma Equitalia gliela pignora

Sabato 9 Gennaio 2016 di Danilo SANTORO

Disperazione e sconforto. Incredulità e rabbia. Una realtà già difficile che oggi sprofonda in uno stato d’incertezza assoluta. «Non so davvero come fare ora. L’affitto da pagare. Un minimo di sostentamento quotidiano. Dove andrò a prendere i soldi?». Sacrificio, lavoro e qualche tributo vecchio da pagare: sono questi i tre nuclei centrali della storia di Nicola Sacco, pensionato ostunese, a cui nelle scorse ore Equitalia ha pignorato il suo libretto postale, e di conseguenza la sua pensione.

Bloccato ogni minimo prelievo. Autorizzazione revocata su ogni possibilità di riscuotere credito. Sacco così, si ritrova, senza la sua unica fonte di reddito: una pensione minima di appena 500 euro. «Pochi giorni fa mi sono recato al postmat per prelevare 20 euro, ma la mia carta risultava bloccata. Ho così raggiunto l’ufficio centrale della Posta per chiedere spiegazioni». Qui giunge l’amara sorpresa. «Equitalia senza nessun preavviso – ha bloccato ogni mio accesso al libretto ed alla pensione. Avevo, sì, dei contenziosi aperti: ma mai mi sarei aspettato una decisione così, senza preavviso». Di qui la richiesta di assistenza legale tramite l’avvocato Pierpaolo Zaccaria. Sacco, 73 anni, vive solo in un piccolo appartamento: 300 euro di affitto al mese, più della metà di quanto percepisce come pensione.

Ciò che rimane serve per le spese quotidiane, comprese le bollette. «In passato ho avuto anche la social card. Poi aumentando i parametri, nonostante l’esigua somma di pensione che percepisco, mi è stato comunicato che non ne avevo più diritto. Eppure riuscivo, comunque, ad andare avanti. Ora però non so davvero come fare». Qualche amico gli dà un po’ di conforto, almeno morale. I giorni però passano in fretta. Tra un po’ giungeranno le prime scadenze dell'anno da pagare. Il rischio di uno stato di totale indigenza, tanto da non poter far fronte neanche alle spese alimentari, è tutt’altro che remoto.

Sacco però, non demorde: «Voglio giustizia e soprattutto la mia pensione, che mi spetta di diritto». A portare avanti questa battaglia, considerata da molti per “la sopravvivenza” l’avvocato ostunese Pierpaolo Zaccaria: «Come primo aspetto il mio assistito ha deciso di tutelare i propri diritti ricorrendo all’autorità giudiziaria al fine di far cessare un vero e proprio sopruso, agendo - sottolinea il legale della Città bianca- per il risarcimento dei danni non solo materiali ma anche morali».

Zaccaria nel ricorso presentato all’autorità giudiziaria richiama aspetti di natura civile e tributaria. «Il pignoramento dei conti correnti bancari o postali rappresenta uno strumento di riscossione coattiva dei crediti erariali che Equitalia sta utilizzando, con sempre maggiore frequenza- sottolinea l’avvocato ostunese- nell’esercizio della sue funzioni di recupero dei crediti erariali. Per le pensioni, però, vigono delle regole ben precise a tutela della dignità del cittadino meno abbiente che, tuttavia, Equitalia fa finta di ignorare».

L’avvocato ostunese focalizza l’attenzione anche sulle dinamiche che s’intrecciano sugli aspetti giuridici e sociali della vicenda. «Non si discute sul fatto che i debiti vadano pagati, ma il discorso è un altro: se per garantire il minimo sostentamento del pensionato o del lavoratore, la legge prevede una misura massima per il pignoramento – conclude Zaccaria- non ha poi senso rendere questa stessa norma facilmente aggirabile».