Operaio edile “promosso a socio”, ma era una truffa. Costruttore nei guai

Il tribunale di Brindisi
Lavoratore inglobato nella società, con quota di minoranza. Ma l’operazione, per gli investigatori, cela semplicemente un raggiro. Ed ora rischia grosso un giovane costruttore del posto, denunciato dai militari della stazione di Erchie per il reato di truffa. Il deferimento all’autorità giudiziaria da parte dei carabinieri della stazione ercolana è giunto a conclusione degli accertamenti resisi necessari sulla scorta della denuncia presentata dalla parte offesa. Gli elementi raccolti nel corso della indagini hanno portato i militari al deferimento in stato di libertà dell’imprenditore, 30enne, per il reato di truffa.

In sostanza, l’imprenditore, titolare di una società di costruzioni regolarmente registrata, che ha sede legale e opera nel comune di Erchie, con artifizi e raggiri, avrebbe fatto sottoscrivere alla vittima un atto di ingresso quale socio minoritario nella sua azienda della quale era già dipendente. Il tutto sarebbe stato orchestrato per conseguire un duplice beneficio. Ovvero: il giovane dipendente avrebbe mantenuto il posto di lavoro, ma contestualmente vi sarebbe stato un abbattimento delle spese contributive e previdenziali legate al loro rapporto di lavoro, costituendo una nuova società. Sulla scorta di tale proposta, la parte offesa ha sottoscritto l’atto di partecipazione alla società nel maggio 2017, continuando a lavorare per l’azienda. Nel tempo, ha ricevuto pagamenti parziali e mai puntuali dei suoi compensi, accumulando un credito di oltre 3.600 euro nei riguardi del titolare. Inoltre, nel gennaio scorso, con grande stupore si è visto recapitare da parte dell’Inps una missiva, in cui gli è stato richiesto di versare le somme dovute per pregressi contributi previdenziali relativamente agli anni scorsi che all’epoca il suo datore di lavoro e attuale socio non gli ha versato, pari a circa 2.100 euro.

Una eventuale condanna, potrebbe costare molto cara all’imprenditore ercolano, in quanto incorrerebbe nelle pesantissime sanzioni amministrative per il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali nei confronti di lavoratori dipendenti, previste all’articolo 3, comma 6, del decreto legislativo numero 8/2016, in vigore dal 6 febbraio 2016, per i soli omessi versamenti di importo inferiore a euro 10.000 annui. In tale caso al datore di lavoro potrebbe essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. Per effetto del decreto delegato n. 8/2016 sono numerosi i reati in materia di lavoro e di legislazione sociale che mutano la loro natura giuridica in illeciti amministrativi, modificando sostanzialmente il diritto sanzionatorio del lavoro. Il nuovo intervento di depenalizzazione fa salvi dalla trasformazione in illeciti amministrativi soltanto i reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
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Mercoledì 10 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 13:34