«Venite, ho ammazzato un uomo», poi aggredisce gli agenti

Sabato 16 Maggio 2020 di Salvatore MORELLI
Un 44enne di Brindisi (O. C. le sue iniziali) giovedì sera ha prima telefonato alla sala operativa della polizia dichiarando di aver ammazzato una persona. Poi, raggiunto sul pianerottolo di casa da due agenti si è scagliato contro con una violenza inaudita, usando un manico di scopa e alcune testate per ferire il personale della Sezione volanti.

In particolare, un agente è stato colpito alla testa ma per lui non sono state comunque necessarie le cure dei medici del Pronto soccorso. Una parapiglia durante il quale molte sono state le frasi offensive e le minacce di morte contro i due poliziotti. Teatro di questo agguato nei confronti del personale di polizia (che ha immediatamente accertato che non c'era alcun cadavere sul posto da identificare) è stato il pianerottolo di una casa popolare del quartiere Sant'Elia, sul quale il 44enne (già noto alle forze dell'ordine per vari reati e da qualche tempo agli arresti domiciliari) aveva sparso diversi cocci di vetro.

Una volta bloccato dagli agenti, il 44enne è stato accompagnato presso gli uffici della Sezione volanti per gli accertamenti del caso. Dopo, informato dell'accaduto il pm di turno presso il Tribunale di Brindisi, è stato infine tratto arresto per minaccia aggravata, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e condotto presso la casa circondariale di via Appia, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Per quanto avvenuto fuori dal domicilio, il 44enne deve inoltre rispondere del reato di evasione avendo violato le prescrizioni relative agli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto.

Venite a prendermi, ho commesso un omicidio.
Inizia con questa telefonata non poco allarmante la storia del 44enne, arrivata nella tarda serata di giovedì alla sala operativa della Questura mettendo in agitazione il personale di polizia visto che si trattava di un personaggio già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio e contro la persona, attualmente agli arresti domiciliari per atti persecutori nei confronti di un vicino di casa, tra cui l'incendio della sua autovettura, avvenuto il 5 maggio scorso.

L'uomo, una volta identificato, era stato denunciato dagli agenti Sezione volanti, agli ordini del vice questore Giancarlo Nigro, anche per il reato di evasione. Subito dopo la telefonata, era stata una pattuglia della della Sezione volanti a recarsi presso l'abitazione del 44enne per verificare quanto accaduto, ma sul posto (una palazzina popolare del quartiere Sant'Elia) non c'era alcun cadavere da identificare, ma avveniva tutt'altro dopo aver constatato che l'uomo - in attesa sul pianerottolo di casa - aveva interamente cosparso quel luogo con cocci di vetro. 

Il risultato di diverse bottiglie dal contenuto alcolico. Infatti, alla vista dei due poliziotti il 44enne faceva uso un manico di scopa per scagliarsi contro gli agenti, colpendoli ripetutamente sul corpo insieme a una testata che feriva al volto uno di loro.
Nel corso della collutazione, l'uomo oltraggiava i due agenti anche con frasi offensive, minacciandoli di morte. Una volta bloccato, il conto diventava pesante per l'uomo, tratto in arresto per minaccia aggravata, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Oltre che per evasione: la seconda in dieci giorni dopo essere stato denunciato il 5 maggio per aver dato fuoco all'auto di un vicino di casa. © RIPRODUZIONE RISERVATA