Notre Dame fa scuola: pronti i protocolli operativi in difesa delle chiese storiche

Notrre Dame
Come in occasione di tutti gli eventi epocali che hanno segnato, nel bene e nel male, la storia dell'umanità, anche da ieri ci sarà un prima e un dopo il grand incendie di Notre Dame: spente le fiamme e messo in sicurezza quel che rimane di uno degli edifici sacri più belli, importanti e significativi del mondo, i commenti del day after sono vari e variegati e molti si incentrano sulle misure di sicurezza e di prevenzione incendi di cui sono dotati i monumenti. L'Italia, pur avendo una storia che la mette in cima alla classifica mondiale per la quantità e della qualità del proprio patrimonio artistico e monumentale, non brilla in quanto a tutela dei propri tesori: si pensi agli scavi di Pompei, uno dei siti archeologici più importanti al mondo, colpiti nel corso degli ultimi anni da diversi crolli, o ai tantissimi danni causati dalla furia dei terremoti che hanno squassato il paese in diverse occasioni.
In provincia di Brindisi, restando nell'ambito dell'arte e del patrimonio monumentale religioso, si possono trovare alcuni esempi di chiese e santuari meritevoli di una particolare attenzione per quel che riguarda la loro sicurezza: a Brindisi c'è il duomo o basilica della Visitazione e San Giovanni Battista, basilica minore consacrata da papa Urbano II nel 1089 e completata nel 1143; a Ostuni, altra perla del turismo brindisino, sorge la basilica minore concattedrale di Santa Maria Assunta, posta alla sommità del colle più alto della città e dedicata a Santa Maria dell'Assunzione, iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495; altro fulgido esempio dell'arte sacra brindisina è rintracciabile a Francavilla Fontana, dove svetta la basilica minore del Santissimo Rosario che vanta la più alta cupola del Salento, con un diametro di 13 metri, il cui edificio attuale è il frutto della ricostruzione avvenuta nel 1743, dopo che un terremoto aveva distrutto gran parte della chiesa costruita nel XIV secolo su volere di Filippo I d'Angiò; anche i fedeli che passano da Oria possono fermarsi a pregare nella basilica cattedrale, dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo, la cui forma attuale si deve al vescovo Castrese Scaja che nel 1750 fece demolire la precedente chiesa medievale in stile romanico, pericolante a causa di un terremoto avvenuto il 20 febbraio 1743, facendo costruire la nuova cattedrale di gusto barocco.
Il territorio provinciale, naturalmente, offre molte altre gemme, più o meno oscure, che impreziosiscono il panorama artistico locale, come i santuari e le tante chiese di campagna disseminate nelle contrade dei paesi, spesso dimenticate anche dalle comunità di appartenenza. Sia per le chiese più note che per le sorelle minori di cattedrali e basiliche, comunque, ci sono delle procedure di sicurezza che gli addetti ai lavori, i vigili del fuoco in primis, sono tenuti a conoscere e ad applicare in caso di pericolo: sono le cosiddette Pos, le procedure operative standard. Gli obiettivi principali del lavoro di strutturazione delle procedure operative standard sono: assemblare un corpo di procedure operative per gli interventi di soccorso tecnico urgente che rappresentino il distillato dell'esperienza operativa delle diverse strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e pertanto costituiscono lo stato dell'arte della tecnica di gestione ed esecuzione degli interventi ordinari e di protezione civile; uniformare i livelli di qualità nell'erogazione dei servizi su tutto il territorio nazionale, consentendo nel contempo il giusto adattamento delle procedure sulla base delle particolari esigenze locali; garantire omogenei livelli standard di sicurezza e salute per gli operatori dei vigili del fuoco, per la cittadinanza e per gli altri enti coinvolti; costituire un sistema di riferimento per l'attività informativa, formativa e addestrativa.
Le Pos, quindi, se correttamente acquisite e applicate, dovrebbero garantire un buon margine di tranquillità sul livello di sicurezza dei nostri beni monumentali religiosi: le immagini del rogo di Notre Dame sono ancora impresse negli occhi, nella testa e nel cuore di tutti quelli che hanno a cuore la bellezza e alla luce di quanto accaduto il bisogno di preservarla, questa benedetta bellezza, specie in questo particolare momento storico così duro e difficile, diventa un imperativo categorico prima che morale.
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Mercoledì 17 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:27