Neonata muore dopo un mese dalla nascita: 8 indagati

Neonata muore dopo un mese dalla nascita: 8 indagati
Senza un vagito e senza un movimento. una vita di poco più di un mese, dal 10 aprile al primo di giugno. Ecco l'istante in cui quello che doveva essere il momento più bello per una coppia di Martina Franca, la nascita della propria piccola, senza nemmeno un vagito, si è ben presto trasformato in un dramma. Dopo quaranta giorni in coma, la piccola è spirata.
I genitori cercano però giustizia, e a seguito della denuncia, la Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo e ha affidato l'indagine al pm Montinaro, che ha disposto l'autopsia, i cui risultati però non sono ancora stati resi noti. Mentre i nomi di otto persone sono finiti sul registro degli indagati. La famiglia vuol sapere cosa sia andato storto quel giorno di aprile, quando la mamma si recò presso la Casa di Cura Salus di Brindisi, consigliata dal ginecologo di fiducia. Il travaglio, secondo il racconto della coppia, che si è rivolta agli avvocati Martino Ruggieri e Roberto Ruggieri di Martina Franca, è iniziato alle sedici: dopo un rapido controllo è stato consigliato alla donna di muovere qualche passo a piedi per facilitare il miglior posizionamento della nascitura. Subito dopo, entrata in sala parto accompagnata dal marito, è iniziato il vero e proprio travaglio.
«Effettuati i controlli di routine», raccontano tramite gli avvocati, «è stata praticata l'anestesia epidurale e un'iniezione per stimolare il parto naturale. Fino alle venti sono stati svolti diversi tentativi per far nascere la piccola, mentre il medico di turno», racconta la famiglia tramite gli avvocati, «si sarebbe affacciato solo qualche volta. Solo alle ventuno, con l'avvicendamento del nuovo medico di turno si sarebbe proceduto al parto cesareo, spostando la madre nella sala operatoria».
Alla nascita la bimba non ha emesso nemmeno un verso, un vagito, questa piccola senza voce, immobile. Dopo aver praticato le tecniche rianimatorie e il massaggio cardiaco è stato disposto il trasferimento all'ospedale Perrino di Brindisi, con un medico nell'ambulanza che ha costantemente praticato la respirazione meccanica.
Al suo arrivo, dopo le ventitrè, è stato disposto il ricovero presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale (Utin). La piccola è rimasta sempre in coma, per quaranta giorni, fino a spirare il primo giugno scorso. Dopo il parto i genitori della piccola hanno deciso immediatamente di sporgere denuncia, perché volevano comprendere cosa fosse andato storto. La Procura ha affidato le indagini al pm Montinaro che a sua volta ha affidato al collegio medico composto dai dottori Urso, Colosimo e Petracca il compito di svolgere l'autopsia, i cui risultati, appunto, saranno resi noti tra qualche settimana.
Secondo il racconto della famiglia, durante il parto naturale l'apparecchio chiamato cardiotocografo, che serve a valutare il benessere del feto durante le fasi di parto, avrebbe dato in più di un'occasione segnale di qualche anomalia che però sarebbero «state sottovalutate dal personale presente nella sala parto». Otto. come si è detto, sono gli iscritti nel registro degli indagati da parte della Procura, ovvero il personale medico ed ostetrico di turno quel 10 aprile, giorno che doveva essere l'inizio di una favola ma si è trasformato, al netto delle responsabilità che saranno accertate dagli inquirenti, nell'inizio di un dramma.
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Sabato 22 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 13:41