Nel capoluogo è flop: 436 votanti S'impone Amati

Lunedì 13 Gennaio 2020
Nicola QUARANTA
A rendere alla vigilia meno scontato l'esito della sfida in provincia di Brindisi, c'era un'incognita su tutte: i natali di Fabiano Amati. E così è stato. Trascinato dalla sua Fasano, il consigliere regionale ha strappato lo scettro di più votato (4.729 voti, pari al 50,05%) tra i quattro candidati protagonisti delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato governatore. Alle sue spalle Michele Emiliano (3.755 voti, pari al 39,82%), Elena Gentile (819 voti, 8,68%) e Leonardo Palmisano (137 voti, 1,45%). E proprio Fasano ha risposto presente con 2.941 votanti e un bottino personale per Amati di 2.848 preferenze, contro le 74 di Emiliano. Ma non è l'unica chiave di lettura, in una provincia dove al voto hanno partecipato in 9.524.
A fare da contraltare al fermento della città della Selva, il capoluogo, dove alle urne si sono recati appena 436 votanti. L'appeal del sindaco Riccardo Rossi, il suo appello al voto per il presidente in carica hanno mosso a malapena i militanti. E per lo più per schierarsi con Amati: 264 i voti raccolti in città dal consigliere regionale Pd, a fronte dei 127 racimolati dal governatore in carica: briciole per l'ex eurodeputata Gentile (26 voti) e per il sociologo Palmisano (16).
«L'affluenza nel capoluogo è senz'altro sotto le aspettative. Di fronte a un dato così basso non ci sono troppe analisi politiche da fare, se non prendere atto che non è più rinviabile quel processo di apertura del partito auspicato e annunciato dallo stesso segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Un percorso sul quale sin da oggi non solo i Democratici ma l'intera maggioranza ha il dovere di confrontarsi, ben consapevoli che la partita vera, da vincere tutti insieme, sarà a maggio», spiega il segretario cittadino del Pd, Francesco Cannalire, che però assolve Rossi: «Campagna per le primarie coincisa con l'impegno tutto profuso alla redazione del piano di riequilibrio finanziario del Comune». A cavallo dei cinquecento votanti anche due piazze importanti, come Francavilla (488) e Ostuni (585). Affluenza modesta in entrambi i casi. Nella città degli imperiali, i democratici legati all'ex segretario provinciale Maurizio Bruno (schierato al fianco di Emiliano) potevano godere anche della scesa in campo del sindaco Antonello Denuzzo a sostegno del governatore. Divisi politicamente (Bruno siede in consiglio tra i banchi dell'opposizione), ma insieme hanno portato in dote al presidente della regione 287 preferenze, contro le 103 raccolte da Amati.
Nella Città bianca, invece, il centrosinistra, che per due decenni ha dominato la scena amministrativa locale, rappresentando un buon serbatoio per le primarie di coalizione di ogni ordine e grado, paga lo scotto della divisione tra i Democratici e il leader dell'area socialista, l'ex sindaco demenico Tanzarella. Risultato? Alle urne una manciata di votanti rispetto al passato: Amati conquista 264 voti, seguito a ruata da Gentile (261). Per Emiliano, appena 44 preferenze.
Il governatore in carica si consola in due piazze: Mesagne (1.265 votanti) e San Pietro Vernotico (212 voti). A Mesagne, spinto dal sindaco Toni Matarrelli e dal consigliere regionale Mauro Vizzino, Emiliano ottiene 953 voti. A San Pietro, forte del sostegno del consigliere regionale Pino Romano, Emiliano è primo con 176 preferenze. Tra i dati da rimarcare, a favore del governatore, anche i risultati a Villa Castelli (805 preferenze su 845 votanti) e Carovigno (382 preferenze su 652 votanti, con Amati staccato a 151 e Gentile a 106).
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