Stipendio “da restituire”: in ritardo i parlamentari del Movimento Cinque Stelle

Stipendio “da restituire”: in ritardo i parlamentari del Movimento Cinque Stelle
di Tranquillino CAVALLO
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Domenica 29 Dicembre 2019, 12:04
Le agitazioni politiche che in queste ore stanno alzando il clima all’interno del Movimento 5 Stelle, anche per ciò che riguarda i rimborsi che i parlamentari devono effettuare allo stesso loro partito, ha coinvolto i tre deputati della Camera residenti, ed eletti, in provincia di Brindisi, Giovanni Luca Aresta di Mesagne, Anna Macina di Erchie, e Valentina Palmisano di Ostuni, la cui posizione non è rendicontata sul sito del M5S. I tre deputati hanno tempo fino al prossimo 31 dicembre per regolarizzare la posizione contributiva.

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Diversamente il loro capo politico, Luigi Di Maio, dal mese di gennaio potrebbe adottare dei provvedimenti che vanno dalla semplice messa in mora, con l’attuazione di sanzioni disciplinari, alla segnalazione al Collegio dei Probiviri fino all’espulsione dallo stesso movimento politio. Per la verità la situazione dei parlamenti grillini brindisini non è differente da quella dei loro colleghi giacché il 90 per cento di loro non è in regola con il versamento relativo ai rimborsi. In pratica ogni mese il parlamentare grillino deve versare, al movimento, con bonifico bancario, 2.000 euro da investire in progetti e donazioni; altri 300 euro sono bonificati alla Casaleggio per la gestione della piattaforma Rousseau. Infine, altri 1.000 euro sono destinati agli eventi promossi dal movimento. Tutti i rimborsi confluiscono in un conto corrente bancario di cui hanno la disponibilità i vertici del Movimento.

Tuttavia, secondo i parlamentari brindisini, la mancata rendicontazione è legata solo a una questione di tempi tecnici. Inoltre, hanno assicurato che entro i termini previsti dal loro “contratto”, tre mesi, avranno regolarizzato la posizione. L’onorevole Giovanni Luca Aresta, di Mesagne, ha la situazione contributiva regolarizzata fino a maggio 2019, data in cui aveva restituito al movimento 28.500 euro. Da giugno 2019 non ha ancora rendicontato gli altri sette mesi. Cioè non ha inserito i dai relativi ai bonifici effettuati per ristornare parte del suo compenso parlamentare al movimento. Ben oltre, quindi, i tre mesi canonici concessi dal regolamento grillino. In ogni modo, l’onorevole Aresta ha respinto l’etichetta di moroso.

«Al netto di qualche collega che è in gravissimo ritardo, la scadenza per rendicontare giugno/luglio/agosto era il 30 novembre - ha tenuto a precisare Aresta -. Per settembre e ottobre il termine è il 31 dicembre 2019, per novembre è il 31 gennaio 2020. Ad ogni buon conto, anche quando si sono caricati i bonifici e chiusa la rendicontazione per un determinato mese, essa non è pubblicata istantaneamente, ma è vagliata preventivamente e, pertanto, è resa disponibile con qualche giorno di ritardo». Aresta ha, quindi, aggiunto: «Per quanto mi riguarda, avendo pressoché il 100% di presenza e attività che mi vedono impegnato in una Commissione permanente (Difesa), una Commissione di inchiesta e nel Comitato per la Legislazione della Camera dei Deputati oltre alle innumerevoli sedute in plenaria un ritardo pare normale, senza dimenticare che ho anche una famiglia e nelle poche ore del fine settimana mi sembra più che giusto dedicarmi ai due bambini».

Anche Anna Macina, di Erchie, ha assicurato che la sua posizione, ferma a maggio 2019, alla cui data aveva restituito 30.293 euro, è in regola. «Si tratta solo di aggiornamento dei dati – ha spiegato – ho eseguito regolarmente i bonifici e a breve dovrebbero apparire sul nostro sito. Non ci sono motivi politici, ma solo tecnici». Stessa situazione per Valentina Palmisano, la cui rendicontazione è ferma a settembre 2019, data alla quale aveva restituito al movimento 36.500 euro. «Sono perfettamente in regola con i bonifici e la rendicontazione va fatta entro il prossimo 31 gennaio 2020», ha chiosato la parlamentare ostunese. Infine, tutti e tre i parlamentari hanno assicurato che resteranno nel Movimento 5 Stelle e non faranno parte del gruppo “scissionista”. ©
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