Dalla disperazione alle nozze: Evans e Monsurat hanno detto sì

Dalla disperazione alle nozze: Evans e Monsurat hanno detto sì
di Cristina PEDE
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Mercoledì 3 Marzo 2021, 13:57

Tutti in bianco, il colore dell'eternità, al matrimonio di due giovani nigeriani che vivono a San Pancrazio Salentino con le loro bimbe nate in Italia. Un evento che ha emozionato l'intera comunità dove i due giovani erano arrivati da immigrati e dove, dopo un percorso di studio e lavoro, vivono perfettamente integrati. Monsurat Ganiyu, 26 anni, Evans Omeiop, 29 anni, e due bellissime bimbe Vittoria e Giulia: «L'esempio più bello di perfetta integrazione», secondo la responsabile del progetto Siproimi, Anna Franza. Il loro matrimonio è stato celebrato lo scorso 26 febbraio, in Comune, dal sindaco di San Pancrazio Salvatore Ripa, alla presenza di pochi intimi tra cui i testimoni, che sono il datore di lavoro di Monsurat e un'amica di Evans, entrambi sanpacraziesi, a riprova di quanto i due giovani siano parte della comunità in cui vivono.


Una storia di amore e speranza, di impegno e lavoro, un percorso durato qualche anno e che ha portato i due giovani a costruire una famiglia. Erano due giovani fidanzati, quando sono arrivati in Italia nel 2017 e desideravano un futuro insieme. Da Termoli dove è nata la loro prima bimba Vittoria sono poi giunti a San Pancrazio con il progetto Sprar. «Cerchiamo sempre di seguire le attitudini di ognuno di loro ha raccontato la responsabile del progetto che fa capo ad Arci, comitato territoriale di Brindisi Monsurat era un fabbro nel suo paese e, dopo aver seguito un corso per imparare la lingua, ha cominciato un tirocinio formativo retribuito presso un'officina locale». Il giovane non ha tardato a farsi conoscere per la sua volontà e serietà sul posto di lavoro, per cui il datore al termine del tirocinio lo ha voluto assumere con contratto indeterminato. Una prima conquista per i due giovani che hanno poi preso casa prima della nascita di Giulia. Anche Evans nel frattempo aveva frequentato dei corsi nel campo della ristorazione. Ai due giovani mancava poco per coronare il sogno di futuro insieme: il matrimonio. Ed è arrivata anche l'unione tra i due con rito civile e con la traduzione di un mediatore. Vestito bianco da principessa per lei, con tanto di diadema tra i capelli e per le due bimbe, giacca bianca anche per lui, hanno ascoltato attentamente quello che il sindaco leggeva loro sui doveri della famiglia con le bimbe sedute sulle loro gambe. Un'immagine di amore e tenerezza per l'obiettivo raggiunto grazie alla determinazione di entrambi.


«Non è l'unico esempio che abbiamo di giovani che si integrano perfettamente ha raccontato la coordinatrice del progetto un altro giovane che nel suo paese di origine faceva il sarto, ha seguito tutti i progetti che attuiamo, da quello di alfabetizzazione in poi, per poi essere assunto in una sartoria e vivere autonomamente. Opportunità legate anche al progetto di inserimento di cui fanno parte». Secondo un report di Arci Brindisi presieduto da Vincenzo Catamo, sui progetti Siproimi, sono oltre 40 i giovani uomini e donne inseriti in ambiti lavorativi negli ultimi tre anni attraverso tirocini e contratti tra il settore agricolo, edilizio, del commercio e della ristorazione, tanto da aver ricevuto il riconoscimento We Welcome per l'impegno nell'inserimento lavorativo dei rifugiati.

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