Uccise la madre con cinque coltellate: sì alla perizia psichiatrica su un 23enne

Lunedì 13 Aprile 2020 di Mariateresa LANZILLOTTI

Uccide la madre a coltellate: è morta così, a San Vito dei Normanni, Rossella Cavaliere. Il figlio sarà sottoposto ad una perizia psichiatrica che attesterà se nella notte del delitto era in grado di intendere e di volere o meno. Tra pochi giorni si celebrerà anche l'incidente probatorio finalizzato ad una prima acquisizione delle prove.

Una prima svolta per il procedimento a carico del 23enne Andrea Asciano arriverà giovedì, il 16 aprile. L'avvocato del ragazzo, il legale Marcello Tamburini ha chiesto ed ottenuto che venga svolto l'incidente probatorio. La difesa ritiene necessario che le prove inerenti l'omicidio vengano analizzate ancor prima che si arrivi alla fase dibattimentale del procedimento a carico del 23enne.

Tale richiesta, generalmente, viene avanzata dall'accusa o dalla difesa, quando una delle due parti teme che le prove vadano perse o si deteriorino.
Il giudice per le indagini preliminari, Valerio Fracassi ha accettato l'istanza e l'incidente si terrà in video conferenza. La strategia difensiva punta a dimostrare che il 23enne sia mentalmente infermo. Infatti, l'avvocato Taburini ha chiesto che Asciano venga sottoposto ad una perizia psichiatrica.

Il Tribunale ha già nominato il professionista che dovrà rispondere al quesito posto dal Gip, ossia se al momento dell'omicidio il ragazzo era capace di intendere e di volere, e si tratta della dottoressa Paola Calò del centro di salute mentale di Campi Salentina.
Se l'infermità dovesse essere accertata e non limitatamente alla notte dell'omicidio della madre, il 23enne potrebbe essere trasferito in una struttura adatta alla cura delle patologie mentali. Intanto, Asciano rimane in carcere, dopo i primi giorni passati in isolamento presso la casa circondariale di Brindisi, il ragazzo è stato trasferito a Lecce.

Le novità arriveranno a quasi un mese dalla notte di sangue che ha portato via la mamma ad una ragazza e la compagna al fidanzato ventennale. La notte in cui hanno perso la vita, in senso lato, sia una madre 51enne, che un figlio di 23 anni.
È accaduto tutto nella notte tra il 18 ed il 19 marzo. Era circa l'1.30, quando Asciano ha preso il coltello a serramanico che custodiva nella sua stanza da letto ed ha ammazzato la madre. L'ha colpita cinque volte, due colpi le sono stati fatali.

In casa c'era la sorella. La ragazza era a letto. Disse ai carabinieri di aver sentito mamma e fratello gridare, e che non era intervenuta solo perché non era la prima volta che accadeva, che i litigi in casa provocati dal comportamento del fratello erano frequenti.
Pensava che fosse solo l'ennesima litigata.
Quando poi la vicina di casa suonò al campanello, spaventata dalle urla che l'avevano svegliata, la ragazza scoprì il corpo della mamma a terra, nel corridoio.
Dopo la mattanza, il ragazzo è sceso in strada ed è stato arrestato nel piazzale della palazzina popolare teatro dell'omicidio, a pochi metri dall'appartamento che per anni era stato la casa di famiglia.

Un episodio surreale. Surreale tanto quanto le ore che hanno preceduto l'omicidio.
Nella stessa giornata, la mamma aveva chiesto in ben due occasioni l'intervento dei sanitari. Al mattino e l'ultima volta, cinque ore prima del delitto. Non riusciva a gestire il figlio, il ragazzo stava dando di matto, ed era stato, poi, sedato a conclusione di entrambi gli interventi.
Il 16 aprile si deciderà il termine entro il quale la psichiatra dovrà consegnare la perizia inerente lo stato di salute mentale del ragazzo, generalmente si tratta di 30, 40 giorni. Ora spetterà alla dottoressa Calò stabilire se Asciano ha ucciso la madre a mente lucida o meno.
 

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