Lettera dei sindaci al ministro Carfagna: «Riprendere l'iter per il Cis»

Lettera dei sindaci al ministro Carfagna: «Riprendere l'iter per il Cis»
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Mercoledì 26 Maggio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:46

A qualche mese dall’insediamento del nuovo governo, i sindaci di Brindisi e Lecce Riccardo Rossi e Carlo Salvemini scrivono al ministro per il Sud Mara Carfagna chiedendo un incontro per far ripartire il percorso del Cis. Il Contratto istituzionale di sviluppo dei due capoluoghi salentini non ha avuto, obiettivamente, vita facile: tre governi succedutisi uno dopo l’altro e un anno e mezzo di emergenza pandemica da gestire non hanno certo aiutato. Ma ora, secondo i due primi cittadini, è ora di portare a termine il percorso con l’istituzione formale del Cis.

La lettera

«Signor ministro, la presente - scrivono Rossi e Salvemini mella missiva comune - per porre alla sua attenzione il Contratto istituzionale di sviluppo, Cis, Brindisi-Lecce, la cui istruttoria è rimasta sospesa, in virtù degli avvicendamenti nei dicasteri. Il percorso per la definizione dello strumento è iniziato nel luglio del 2019, con il ministro Barbara Lezzi e, successivamente, proseguito con il ministro Giuseppe Provenzano che lo ha implementato, estendendo le aree di intervento ai comuni della Provincia di Lecce a Nord della città di Lecce e a quelli della Provincia di Brindisi a Sud della città di Brindisi; in questo modo si è tracciata un’area vasta, da Lecce a Brindisi, con la cerniera dei comuni tra le due città». Durante il percorso già compiuto, ricordano poi i due sindaci, «è stata Invitalia l’agenzia individuata per la raccolta delle proposte di intervento da finanziare attraverso il Cis. Siamo oggi, a circa due anni dall’attivazione di questo percorso, a chiederle cortesemente un tavolo ove fare il punto della situazione e riavviare l’istruttoria per la definizione del Cis». Salvemini e Rossi, infatti, ritengono fondamentale portare a termine l’iter avviato, sul quale hanno lavorato non solo i due Comuni capoluogo ma anche molti altri enti locali, per far arrivare sui territori ingenti risorse utili al rilancio delle economie di Brindisi e Lecce.

Un iter «travagliato»

«Sia io che Carlo Salvemini - spiega Rossi - abbiamo inviato quella lettera perché ci sembra doveroso, come normalmente dovrebbe accadere, che ci sia continuità amministrativa. Anche nel lavoro portato avanti dai vari governi. Capisco che questo Cis è stato particolarmente travagliato, con tre governi ed una pandemia. Mi guardo quindi bene dal dare responsabilità a qualcuno di quanto accaduto. Del resto, abbiamo vissuto tre anni parecchio complicati. Ma con questa lettera abbiamo voluto invitare il ministro Carfagna a riprendere una discussione che si è interrotta non molto tempo fa con la caduta del governo». Eppure, ricorda il sindaco di Brindisi, il risultato sembrava ormai a portata di mano: «Il realtà il percorso già avviato avrebbe dovuto portare alla sottoscrizione del Contratto istituzionale di sviluppo a marzo». Nel frattempo, però, il secondo governo Conte è caduto ed è stato sostituito dal governo Draghi. E anche il ministro che si stava occupando del fascicolo del Cis per Brindisi e Lecce è cambiato. Al posto di Giuseppe Provenzano (Pd) è stata nominata infatti Mara Carfagna (Forza Italia).

L'appello al ministro

Ed è proprio a lei che si rivolgono i due sindaci salentini. «Chiediamo un incontro - ribadisce Rossi - perché reputiamo che il lavoro fatto, che ha impegnato Invitalia e diverse amministrazioni comunali, vada portato avanti. Abbiamo dato tutto il tempo necessario, sappiamo infatti che ci sono difficoltà, tra riprogrammazione dei fondi ed emergenza Covid. Ma ora siamo a maggio, a due o tre mesi dall’insediamento, e ci aspettiamo quindi di poter riprendere quel percorso. Per noi enti locali, infatti, ci sono tutte le condizioni per riprenderlo e portarlo a termine. Ma naturalmente la valutazione finale spetta al governo». I Comuni, tra l’altro, sono anche disponibili a modificare, possibilmente non in maniera radicale, i progetti, nel caso in cui il ministro lo ritenesse opportuno. «La maggior parte del lavoro è stata fatta. In un mese di tempo - conclude il sindaco di Brindisi - si possono tranquillamente riprendere tutte le questioni ed eventualmente rivedere le schede in qualcosa, se necessario».

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