Lavori fermi sulla pista ciclabile: sul piede di guerra ciclisti e associazioni

Lavori fermi sulla pista ciclabile: sul piede di guerra ciclisti e associazioni
di Antonio SOLAZZO
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Mercoledì 25 Gennaio 2023, 08:04

Lavori fermi, infiammano proteste e polemiche sull’interruzione della pista ciclabile della Pittachi nel tratto che va da via Cappuccini collega la zona alla Minnuta. I lavori di posa della fibra ottica a servizio del nuovo Shuttle a Brindisi,  si stanno svolgendo proprio al di sotto dell’unica area cittadina riservata esclusivamente alle biciclette: le conseguenze si ripercuotono sul profilo della sicurezza e della viabilità, sempre più congestionata soprattutto in prossimità delle scuole. E sempre in tema di piste e corsie ciclabili, va ricordato quella iniziata e interrotta su viale Aldo Moro in entrambi i sensi di marcia.

Il punto

A sollevare il problema erano stati alla fine di ottobre dell’anno scorso i genitori di quei ragazzi che impiegano le biciclette per andare e tornare da scuola, per dire quanto poco fosse stata opportuna la scelta del periodo di dare avvio ai lavori e di privare così la città dell’unica pista ciclabile. Trascorsi tre mesi i lavori sono ancora lì fermi e la pista interdetta. Ora puntano il dito anche le associazioni di ciclisti. «I disagi causati dal blocco del transito nella pista ciclabile sono evidenti», esordisce Michele D’Anna, presidente della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIab).

«Le motivazioni e le intenzioni sarebbero anche buone, ma bisogna vedere e capire per quanto tempo proseguiranno i lavori: attualmente, allo stato attuale, riscontriamo l’interruzione e non conosciamo le effettive tempistiche di ripresa. In generale posso dire che, come associazione, siamo contenti della realizzazione delle piste ciclabili, ben vengano, ma è fondamentale che siano fatte con criterio. Intendo dire che questi percorsi devono essere interconnessi, collegati tra loro e, inoltre, servono nei pressi di punti attrattori come le scuole, gli uffici pubblici e anche le zone commerciali. Questo discorso vale per esempio per la pista ciclabile di via Torretta, che ha poco senso perché è isolata, inizia e si interrompe, non si collega al resto della città, bisognerebbe prolungarla e trovare il giusto modo per unirla magari a quella dei Pittachi. Una posizione personale ma comunque condivisa dall’associazione, poi, è che non tutte le strade possono ospitare piste ciclabili. Queste devono essere introdotte e realizzate nelle strade ad alto scorrimento, mentre per la viabilità urbana normale auspichiamo che ci possano essere delle zone trenta con i dovuti interventi di moderazione della velocità (che non devono essere solamente i cartelli dei 30km/h ma anche quelli di effettiva riduzione, come ad esempio sporgenze agli incroci che invitino e obblighino i conducenti a rallentare)», conclude Michele D’Anna. 

Sicurezza ed utilità delle piste ciclabili e, dunque della Pittachi in primis, vengono riconosciute anche da Daniele Pomes di Madera Bike. «Dal mio punto di vista le piste ciclabili non sono e non saranno mai abbastanza e, non a caso, io le chiamo arterie ciclabili”, spiega Pomes. «I lavori alla Pittachi rappresentano un disagio importante, ma non entro nella questione relativa ai problemi tecnici, amministrativi e burocratici: siamo in un Paese in cui fallimenti e peripezie burocratiche sono all’ordine del giorno. L’utilità delle piste ciclabili è fuori discussione, sono utilizzate da tantissime persone e questo non può essere sottovalutato perché è presente sia una componente ludico-sportiva sia quella legata alla diminuzione del traffico. Nonostante le difficoltà siano sotto gli occhi di tutti, il mio auspicio è che questi tratti diventino sempre più sicuri perché solo così si possono invogliare i cittadini a utilizzarli. In un incontro che facemmo diversi anni fa con l’allora assessore Brigante, proponemmo una pista nei quartieri Paradiso e Casale per facilitare il percorso dei ragazzi e degli studenti verso la scuola, ma la realizzazione a Sant’Elia risponde comunque a un concetto simile ma raccoglie meno istituti», conclude Daniele Pomes.

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