La Ue confonde Adriatico e Jonio: così Brindisi rischia di perdere i fondi per l'energia

La centrale elettrica Enel di Cerano, a sud di Brindisi
La centrale elettrica Enel di Cerano, a sud di Brindisi
di Carmen VESCO
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Venerdì 28 Febbraio 2020, 19:08 - Ultimo aggiornamento: 19:44
Un “refuso”, o un po’ di confusione sulle aree geografiche del Grande Salento, e a Brindisi sfugge l’occasione di entrare a far parte delle aree industriali a cui verranno destinati gli investimenti del Just Transition Found per la transizione, appunto, energetica che risponde al “Green New Deal” che il Governo è intento ad attuare.

Secondo la Commissione europea che ha valutato la destinazione di questi fondi, con motivazioni in calce su un lungo documento, nel Tarantino sarebbe presente la più grande centrale a carbone d’Europa. Che in realtà non è in riva allo Jonio ma sulla costa adriatica, poiché è quella di Cerano

Nella pagina 73 del Documento in questione la Commissione afferma che su Taranto insiste la centrale a carbone più grande d’Italia, ma è cosa nota che questa sia, invece, localizzata a Brindisi. Il parlamentare della Lega che ha riscontrato “il refuso” così lo ha definito è l’onorevole Andrea Caroppo (Parlamentare europeo Lega-ID, eletto nella circoscrizione Sud Puglia). «Con l’annex D del Country Report Italy 2020, relativo alle aree di investimento prioritarie e alle condizioni per un’efficace distribuzione in Italia degli investimenti del Just Transition Found 2021-2027 collegato al “Green New Deal”, la Commissione ha correttamente individuato l’area funzionale di Taranto, ma non quella di Brindisi.
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