Brindisi-Corfù, c'è l'accordo tra Circolo della Vela e Fondazione del Mare: le barche del Museo alla regata

Brindisi-Corfù, c'è l'accordo tra Circolo della Vela e Fondazione del Mare: le barche del Museo alla regata
di Francesco TRINCHERA
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Venerdì 10 Giugno 2022, 08:40 - Ultimo aggiornamento: 10:50

Circolo della Vela e Fondazione del mare mettono la firma sull'intesa che porterà a far partecipare alla Brindisi - Corfù, a partire dal prossimo anno, le barche del circuito del Museo del mare. Il presidente dell'associazione sportiva Nino Caso e quello della fondazione Alessandro Maruccia si sono ritrovati all'interno della Casa del Turista, a pochi passi dal villaggio di regata allestito sul lungomare Regina Margherita, nel quale si svolgono tutte le attività collaterali alla competizione in attesa che le barche, 80 sino ad oggi, salpino alla volta dell'isola greca nella giornata di domenica (sabato, invece, è prevista la cerimonia di saluto agli equipaggi sulla scalinata Virgilio).

«La Brindisi Corfù -  ha spiegato Caso -  ancora deve partire il 12 giugno con la sua trentaseisima edizione ma stiamo già lavorando per la trentasettesima. Il numero uno del circolo brindisino, infatti, ha specificato che per l'organizzazione di un simile evento sportivo sia necessario comunque tanto tempo perché ci sono molte cose da fare». Ed è in questo contesto che nasce il binomio con il Museo del mare: «Qualche mese fa ha proseguito il numero uno del circolo brindisino Alessandro Maruccia ci ha proposto questo gemellaggio, per poter iniziare una collaborazione cercando di far partecipare alla regata delle parche non nuovissime né molto vetuste che però hanno dietro tanti anni di navigazione ed una loro storia».

 


Caso ha ricordato anche come l'ispirazione del museo nasca dall'impresa di Bernard Moitissier, che nel 1968 ha compiuto un giro e mezzo del mondo senza mai fermarsi, ispirando Maruccia. Quest'ultimo ha poi delineato le rotte su cui si muove la Fondazione, che è un ente no profit nato per promuovere la cultura marinaresca e più in generale quegli aspetti della blue economy, ovvero di quegli aspetti che l'economia lega proprio al mare. Il Museo, quindi, ha una sorta di compito di raccogliere e catalogare alcune imbarcazioni di spessore storico, partendo da quelle realizzate negli anni 90 ed andando poi a ritroso, che hanno una realizzazione di carattere semiartigianale come ad esempio quello degli ebanisti per gli interni, in un aspetto che sembra essersi perso con le barche di nuova generazione.
Si tratta di barche presenti nei porti che il presidente della Fondazione descrive come vive, vegete e naviganti, con la possibilità che chi aderisce possa far visitare gli scafi (con l'armatore a fare da Cicerone) ed in casi particolari, su specifica richiesta, anche navigarci. Ognuno di questi, per essere riconoscibile, avrà un'apposita targa che sarà apposta o sulla prua o sulla poppa. «L'anno prossimo ha poi spiegato Maruccia - saremo impegnati a radunare una flotta il più possibile grande di queste imbarcazioni che non sono vecchia ma che hanno un senso, una storia da raccontare».


Queste stesse barche saranno poi coinvolte per far crescere l'evento e per far crescere Brindisi, così come la passione per a barca a vela. Tutto, quindi, è finalizzato al recupero «di barche che forse sono finite nel dimenticatoio ma vogliamo recuperare perché hanno rappresentato un pezzo importante della storia della marineria e della cantieristica italiana».
Si tratta di tipologie di barche che hanno preso parte in passato proprio alla Brindisi Corfù, vincendola anche in alcune occasioni. A rappresentare questo museo diffuso, idealmente, sul lungomare Regina Margherita Margherita c'è anche un Joshua, ovvero una delle storiche imbarcazioni di Moitissier.
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