Muore in bici durante la gara ciclistica: indagato il conducente dell'auto

La bicicletta del ciclista morto
La bicicletta del ciclista morto
di Nazareno DINOI
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Martedì 13 Settembre 2022, 20:58 - Ultimo aggiornamento: 21:17

C’è solo un indagato al momento per la morte del salentino, Massimo Ferilli, di 58 anni di Gagliano del Capo, investito domenica mattina da un’autovettura a Montemesola sul circuito di gara del “Trofeo Madonna della Fontana”, che doveva essere interdetto al transito. Si tratta del conducente della Fiat Panda X contro la quale è avvenuto l’impattato mortale della bici con in sella l’appassionato di ciclismo agonistico.

L'indagato

L’uomo di 46 anni, lavoratore agricolo di Montemesola, ha ricevuto ieri l’avviso di garanzia con l’accusa di omicidio stradale. A notificarglielo sono stati i carabinieri della stazione di Montemesola che conducono le indagini in coordinamento con i colleghi della compagnia di Martina Franca. Il pubblico ministero Enrico Bruschi che dirige l’inchiesta, ha disposto anche il sequestro del mezzo per una successiva perizia tecnica.

 

La ricostruzione di parte

L’indagato che ha deciso di farsi difendere dall’avvocato Diego Maggi, avrebbe riferito di non aver violato nessun divieto e che mentre percorreva la strada in salita all’ingresso di Montemesola, per recarsi a casa, si sarebbe trovato improvvisamente di fronte la bici che proveniva in discesa invadendo la sua corsia. Secondo la sua versione, non ci sarebbe stato nessuno sbarramento al varco che immetteva sulla provinciale teatro della tragedia, né persone pronte ad impedirglielo.

La versione degli addetti

Ricostruzione che dovrà essere confrontata con quella degli addetti alla sicurezza secondo i quali l’automobilista avrebbe ignorato il divieto immettendosi sulla provinciale. Proprio in quel momento si è concluso il fatale destino del 58enne che distaccatosi abbastanza dagli altri 400 ciclisti in gara, ha superato la curva in discesa trovandosi di fronte l’utilitaria che non ha potuto evitare. L’urto violento contro la fiancata destra della Fiat non ha lasciato scampo all’uomo che è morto sul colpo.

Morte e responsabilità

A rispondere della sua morte, oltre al 46enne di Montemesola, potrebbero essere chiamate altre persone che hanno avuto responsabilità dirette e indirette sull’incidente. L’incaricato allo sbarramento di quel tratto di strada, ad esempio, ma non solo. Ai carabinieri della compagnia di Martina Franca e della stazione di Montemesola che si occupano del caso, interesserà sicuramente vedere la regolarità delle autorizzazioni e il piano della sicurezza dell’intera gara.

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