In vendita 600 case popolari: «Nessuno resterà in strada»

In vendita 600 case popolari: «Nessuno resterà in strada»
Nel piano di alienazione redatto dal Comune di Brindisi vi sono oltre 600 appartamenti che verranno messi in vendita e per i quali la stessa amministrazione prevede di incassare nei prossimi tre anni circa 18milioni di euro così distribuiti e 4.044.597,06 euro nel 2019, 7.690.397,93 euro nel 2020, e 5.391.506,34 euro nel 2021. Gli attuali inquilini della case popolari avranno tuttavia l'opportunità di avvalersi del diritto di prelazione qualora fossero interessati all'acquisto. Nonostante questo la notizia del piano di alienazione ha scatenato dubbi e perplessità e in qualche caso rabbia soprattutto là dove i legittimi assegnatari sono persone anziane con monoreddito.
In particolare il grido di protesta si è sollevato tra gli abitanti del Villaggio Pescatori, quartiere Casale di Brindisi, dove insistono gran parte degli alloggi popolari. Il timore di queste persone è quello di ritrovarsi da un giorno all'altro senza casa e fuori dal quartiere dove abitano da oltre 30 anni. Il piano di alienazione è stato discusso nell'ultimo consiglio comunale nell'ambito dell'approvazione del bilancio. Già in quella sede molti consiglieri di opposizione hanno sollevato le perplessità proprie degli assegnatari. «Eppure la norma è chiara - dice l'assessore al Patrimonio Casa, Cristiano D'Errico - nessuno finisce in mezzo ad una strada perché il Comune deve comunque garantire un alloggio all'avente diritto anche se questo non esercita il diritto di prelazione».
Il diritto di prelazione darebbe di fatto l'opportunità all'inquilino di poter acquistare l'alloggi nel quale risiede a patto che sia in regola con il pagamento del canone dovuto. Oggi qualcuno si giustifica e dice che «se non riesco a pagare il canone figuriamoci un mutuo per l'acquisto della casa». Ma su questo fronte il Comune è molto rigido: «Chi non regolarizza il pagamento del canone non solo perdono il diritto di prelazione ma perdono l'alloggio, perdono il diritto di abitare. C'è anche scritto nella legge regionale» dice D'Errico. «Abbiamo inviato 860 lettere a tutti coloro che sono morosi, sollecitandoli a pagare» chiarisce l'assessore.
Le lettere di sollecito sono già state recapitate, il Comune a causa dei morosi conta nelle proprie casse un buco da milioni di euro. Basti pensare che vi sono morosità accumulate negli anni che superano anche i 40, 50mila euro. Nessun problema, invece, per chi ha sempre pagato ma che tuttavia ora teme di dover lasciare il quartiere dove è nato e cresciuto. Un problema molto sentito soprattutto dalle persone anziane e sole. «Nessuno finisce in mezzo ad una strada, voglio tranquillizzare tutti- aggiunge D'Errico- Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 24 febbraio del 2015, articolo 1 comma 6, recita che qualora non sia possibile il trasferimento in ragione della presenza del nucleo famigliare di situazioni di estremo disagio riferibili all'età anagrafica dell'assegnatario superiore ad anni 70, ovvero che abbia nel proprio nucleo famigliare malati terminali o portatori di handicap, l'assegnatario continua ad usufruire dell'alloggio già assegnato».
Il Comune di Brindisi non potrà, quindi, non tenere conto di queste situazioni che verranno considerate prioritarie. Gli alloggi mesi in vendita dal Comune sono situate in via dei Pescatori al rione Casale di Brindisi, molti altri in via Campania, via Marche nella zona Commenda, oltre una decina si trovano in via Cappuccini, un centinaio di appartamenti in via Gerolamo Aleandro e via Angelo Lanzellotti al rione Sant'Angelo.
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Mercoledì 8 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 09:20