Dalla Grecia un carico di pesce e frutti di mare senza etichetta: sequestri e migliaia di euro di multe

Giovedì 18 Giugno 2020 di Salvatore MORELLI

Orate, cozze noci, polpa di riccio e polpa di cozze nere di dubbia provenienza e quindi non idonei al consumo umano. Il sequestro, poco più di un quintale e mezzo di prodotto ittico, è avvenuto in seguito a un doppio controllo effettuato ieri dai militari della Capitaneria di porto, congiuntamente al personale dell'Agenzia delle dogane e la Guardia di finanza presso un magazzino con sede a Brindisi e sulla banchina di Costa Morena.

In particolare, orate e cozze noci sono state sequestrate presso un centro di distribuzione di prodotti ittici: i militari hanno posto i sigilli a 150 chili di prodotto, completamente sprovvisto delle informazioni minime di etichettatura e di documentazione commerciale in grado di far risalire con sicurezza alla provenienza. Per tale violazione, all'amministratore della società è stato contestato un illecito amministrativo che prevede una sanzione fino ad un importo massimo di 4.500 euro.

Presso la banchina di Costa Morena, sotto esame sono invece finiti 64 vasetti di polpa di riccio di mare (Paracentrotus Lividus) e 5 buste di plastica contenenti polpa di cozze nere (mytilus galloprovincialis), sottoposti a sequestro e distrutti perchè privi delle informazioni sanitarie previste dalla legge a tutela del consumatore, come anche di una documentazione commerciale e sanitaria. Qui, nei guai è finito l'autista di un mezzo frigo in arrivo dal porto greco di Igoumenitsa a bordo di un traghetto, come anche la società proprietaria del veicolo: sono stati a loro volta sanzionati amministrativamente con altri 4.500 euro. Sul posto è inoltre intervenuto il personale del Servizio veterinario della Asl di Brindisi Siav B per gli accertamenti del caso.
Continuano, dunque, i controlli della Guardia costiera finalizzati alla filiera ittica e alla tutela del consumatore.

Nella mattinata di ieri, il primo blitz ha visto l'intervento del personale della Sezione di polizia marittima ambiente e difesa costiera della Capitaneria di porto di Brindisi, coordinato dal Centro di controllo di area della pesca della direzione marittima di Bari, presso un centro di distribuzione di prodotti ittici con sede in città.

I militari all'interno di un frigo hanno rinvenuto alcune casse di orate e un paio di reti contenenti cozze noci completamente sprovvisti di etichettatura e di documentazione commerciale.
Informazioni che servono per risalire con sicurezza alla provenienza del prodotto ittico. In seguito a quanto accertato, i militari hanno dichiarato quanto conservato (poco più di 150 chili) non idoneo al consumo umano - in quanto di dubbia provenienza- e quindi dato in custodia per la successiva distruzione tramite una ditta autorizzata. Sempre in mattinata, presso la banchina di Costa Morena sono invece intervenuti i militari della Capitaneria di porto, il personale dell'Agenzia delle dogane, della Guardia di finanza e del Servizio veterinario della Asl per il secondo intervento. Massimo controllo anche qui dopo la fase del lockdown, con controlli a tappeto che avvengono su tutta la merce in arrivo dai porti della Grecia e dell'Albania attraverso la linea dei traghetti.

Sotto esame è finito un mezzo frigo in arrivo dal porto greco di Igoumenitsa che trasportava un particolare prodotto ittico per la ristorazione pugliese: polpa di riccio e polpa di cozze nere, ma senza alcuna informazione sanitaria a tutela del consumatore. L'intero carico è stato sottoposto a sequestro e subito dopo distrutto senza alcuna possibilità di finire in commercio.

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