Governo in crisi, Cis in bilico: le speranze di sviluppo e la paura di perdere i fondi

Governo in crisi, Cis in bilico: le speranze di sviluppo e la paura di perdere i fondi
La crisi di governo aperta dal vice premier Matteo Salvini mette a rischio le speranze di rilancio della città e di un nuovo sviluppo per Brindisi. Speranze affidate dall'amministrazione del sindaco Riccardo Rossi al Contratto istituzionale di sviluppo che proprio il Comune di Brindisi, insieme a quello di Lecce, avrebbe dovuto firmare con il governo. Un accordo che avrebbe portato sul territorio fino a 250 milioni di euro per interventi infrastrutturali e di rigenerazione urbana. Nessun timore, invece, per il nuovo Shuttle su ferrovia, già finanziato.

In queste ore, dunque, da palazzo di città si seguono con attenzione le vicende romane. La speranza, infatti, è che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affidi ad un governo provvisorio il compito di traghettare il Paese fino alle elezioni. O che si trovino equilibri parlamentari oggi difficilmente immaginabili per un nuovo governo.
Anche perché senza un esecutivo e senza un Consiglio dei ministri che possa ratificare il Contratto istituzionale di sviluppo, Brindisi perderebbe l'occasione che tanto stava aspettando. Nel frattempo, ad ogni modo, in Comune si continua a lavorare alle schede progettuali che saranno consegnate al massimo entro la fine del mese al ministero per la valutazione e l'eventuale finanziamento.

I progetti in fase di redazione da parte dell'amministrazione comunale e dei tecnici di palazzo di città, ai quali si aggiungono le due idee progettuali presentate dalla Cna, sono suddivisi su sei assi strategici: la rigenerazione urbana, i grandi attrattori, la costa nord, le infrastrutture ecologiche, le infrastrutture produttive, la diversificazione economica e l'inclusione sociale.
L'asse caratterizzante dovrebbe essere proprio quello che riguarda la costa, per il quale sono previsti interventi per circa 60 milioni di euro tra realizzazione delle barriere soffolte per la protezione della costa dall'erosione, rimodulazione della falesia, ripascimento delle tante spiagge quasi completamente cancellate, rinaturalizzazione di tutta la fascia costiera, spostamento verso l'interno dell'attuale litoranea, con contestuale trasformazione in viabilità dolce per bici e pedoni, realizzazione di parcheggi e servizi sulla costa.

Altro asse strategico è quello della rigenerazione urbana. Che non riguarderà soltanto il centro storico ma anche i quartieri periferici. In particolare Sant'Elia, Perrino e La Rosa. Seguono i cosiddetti attrattori culturali. Tra questi, l'ex collegio navale Tommaseo, da trasformare in struttura polifunzionale a destinazione prevalentemente turistica; il Castello Alfonsino; la ex caserma della polizia stradale Carafa, che amministrazione ed Adisu vorrebbero trasformare in uno studentato con alloggi per cento studenti universitari; l'ex Marconi invece dovrebbe essere destinato a diventare la nuova sede della didattica del polo universitario brindisino. Sul fronte delle infrastrutture produttive, invece, per il momento i progetti noti sono solo tre: il Centro per la decarbonizzazione, un mercato ortofrutticolo all'ingrosso e la piastra logistica. A questi progetti si aggiungono i due proposti dalla Cna: la Circolare del mare e la trasformazione dell'ex capannone Montecatini in uno spazio polifunzionale dedicato a fiere ed esposizioni.
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Sabato 10 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento: 09:25