Il fotovoltaico cancella 890 ettari di campagna

Martedì 1 Ottobre 2019 di Francesco RIBEZZO PICCININ

Terza in Puglia per consumo di suolo, subito dopo Taranto e Bari. Anche a Brindisi, infatti, secondo il più recente studio dell'Ispra sull'argomento, la cementificazione è un problema. E lo è non tanto in città quanto in campagna, a causa degli impianti fotovoltaici, in particolare per i vigneti.

In tutto, ad oggi, sul (vasto) territorio comunale brindisino sono 4.725 gli ettari consumati. A livello provinciale, gli ettari utilizzati sono 20.092, con un aumento di 53 ettari (lo 0,27 per cento) rispetto all'anno precedente. Ad oggi, dunque, per ogni abitante della provincia sono cementificati 509 metri quadri. A livello comunale, come detto, Brindisi è la terza in Puglia, dopo Taranto (5.285 ettari) e Bari (4.969 ettari).

Principale causa di questo aumento del consumo di suolo, secondo i dati dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, presentati qualche giorno fa in Senato, sono come detto gli impianti fotovoltaici.
La Puglia, infatti, negli ultimi anni ha visto un notevole aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili. Cosa che, tuttavia, secondo l'Ispra «ha comportato un significativo impatto, portando la Regione ad avere il maggiore consumo di suolo per l'installazione di impianti fotovoltaici a livello nazionale».

Su tutto il territorio regionale sono stati realizzati campi fotovoltaici a terra per più di 4.600 ettari che, conferma l'Ispra, «per lo più concentrati nel Salento (province di Brindisi e Lecce)». Gli impianti, secondo l'Istituto, sono «molto variabili come dimensioni (da 1 sino a 40 ettari), spesso frammentati ma localizzati nelle stesse aree».
Un fenomeno che, in effetti, ha riguardato in maniera pesante, negli anni passati, il territorio comunale di Brindisi. E che in questi mesi ha ripreso vigore, dopo un periodo di apparente tranquillità. «Il Comune con la maggiore superficie di impianti fotovoltaici in valore assoluto - conferma infatti l'Ispra - è Brindisi (890 ettari, quasi il 3% della sua superficie territoriale) seguito da Foggia (312 ettari) e Galatina (154 ettari)».
Ma la cosa più grave è che la maggior parte di questi campi fotovoltaici, che sono in totale 250, hanno sostituito una delle produzioni principali dell'agricoltura brindisina: l'uva. La maggior parte degli impianti, infatti, sorge su terreni che erano, prima della cementificazione, dei vigneti.

«Fra le colture più interessate - si legge infatti nello studio dell'Ispra - dall'occupazione degli impianti, oltre ai seminativi in aree non irrigue (la classe agricola più frequente nelle scelte in fase di progettazione), vi sono i vigneti (circa 500 ettari, prevalentemente nel Brindisino e fra i comuni di Acquaviva e Casa-massima), gli uliveti (208 ettari, per lo più nei comuni di Manduria, Acquaviva e Corato), i frutteti (circa 90 ettari, soprattutto nei comuni di Brindisi, Ginosa e Palagianello) e le aree destinate ad orti (560 ettari, metà dei quali solo nel comune di Foggia, all'interno del Tavoliere)».

In provincia di Brindisi, solo gli impianti fotovoltaici hanno consumato lo 0,78% del territorio disponibile. In particolare, 21,2 ettari di pascoli, 30,3 ettari di frutteti, 35,7 ettari di uliveti ma soprattutto 180,8 ettari di vigneti. Per un totale di 1.431 ettari complessivi dedicati al fotovoltaico sul territorio provinciale.
Un colpo mortale all'agricoltura ed, in particolare, alla viticoltura, che dovrebbe rappresentare uno dei fiori all'occhiello dell'economia brindisina ma che, in realtà, a livello di terreni utilizzati per la produzione di uva è in evidente calo.

Ultimo aggiornamento: 09:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA