Una scia di attentati, nel mirino soprattutto un noto pub: all'alba nove arresti

Giovedì 22 Ottobre 2020

Avrebbero appiccato tre incendi ai danni di un pub di Fasano fino a distruggerlo del tutto per costringere il titolare a ritrattare la sua testimonianza nel corso di un procedimento penale. Il mandante, Giovanni Potenza, e l'esecutore, Francesco Cofano, un giovane disoccupato cui gli attentati sarebbero stati commissionati, sono stati arrestati e condotti in carcere nel corso dell'operazione condotta stamattina dai carabinieri che ha portato all'esecuzione di nove provvedimenti restrittivi. L'inchiesta, condotta dal pm Alfredo Manca, ha riguardato anche numerose cessioni di droga, per lo più cocaina e marijuana, altri roghi dolosi ed estorsioni con il cosiddetto «cavallo di ritorno», conseguenti il furto di autovetture. Nel corso delle indagini sono state eseguite intercettazioni telefoniche e ambientali. È stato acquisito un filmato in cui si scorge un uomo avvicinarsi al pub con una tanica di benzina e quattro passanti che rimangono indifferenti alla scena.

I militari del Nor, sezione operativa della Compagnia di Fasano, coadiuvati dai carabinieri  del nucleo cinofili di Modugno e dello Squadrone eliportato cacciatori “Puglia”, hanno così dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Brindisi, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 9 persone (3 carcere, 2 domiciliari e 4 obblighi di dimora), tutte del luogo, italiane e già note alle forze dell'ordine, ritenute responsabili dei reati di estorsione aggravata, incendio, detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ricettazione e furto aggravato di autovetture. A carico del gruppo, sono stati documentati gli episodi incendiari che hanno colpito, in diverse occasioni, il bar-pub “Ciporti”.

Destinatario della misura cautelare in carcere, oltre a Potenza e Francesco Cofano, anche Luigi Conversano. Ai domiciliari sono finiti, invece, Simone Palazzo e Giovanni Salerno. Obbligo di dimora, infine, per Giuseppe Ditano, Carlo Cofano, Matteo Palmisano e Giuseppe Gallo.

Le indagini, condotte dal dicembre 2019 al marzo 2020, hanno permesso di far luce sui diversi episodi incendiari avvenuti nei mesi antecedenti nel territorio di Fasano. In particolare, dal maggio 2019, un imprenditore fasanese ha subito l’incendio della propria autovettura e della porta di ingresso del suo risto-pub, il "Ciporti”, che è stato poi definitivamente dato alle fiamme nel dicembre del 2019. I militari, coordinati da questa Procura della Repubblica, sono dunque riusciti a identificare il mandante e l’esecutore materiale di tali episodi criminosi. Potenza avrebbe commissionato gli incendi a un giovane disoccupato del luogo (Francesco Cofano), per costringere l’imprenditore a ritrattare una testimonianza resa nel corso di un altro procedimento penale nel quale era coinvolto il figlio, riuscendo nel suo intento. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno altresì appurato che il giovane disoccupato è anche il responsabile dell’incendio di altre due autovetture e della finestra di una gelateria (fatti questi avvenuti proprio nel periodo di investigazione), agendo, per tali episodi, in autonomia.

Ultimo aggiornamento: 16:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA