Evasione e spese eccessive: un deficit di quasi 8 milioni ingessa le attività del Comune

Martedì 18 Giugno 2019 di Francesco RIBEZZO PICCININ
Uno squilibrio finanziario da 7 milioni e 750mila euro. A certificarlo è la documentazione che accompagna il rendiconto di gestione 2018, ovvero il bilancio consuntivo, del quale si discuterà in consiglio comunale giovedì. Data al limite dei venti giorni concessi dalla Prefettura di Brindisi attraverso una diffida, così come era avvenuto per il bilancio di previsione, a causa della mancata approvazione entro i termini previsti dalla legge.
A determinare questo squilibrio, che contribuisce al disavanzo di amministrazione da 1.459.766,50 euro con il quale si chiude il 2018, è dovuto sostanzialmente a entrate inserite nel bilancio di previsione ma non realizzatesi. A cominciare dai 2 milioni e 750mila euro, previsti dal commissario Santi Giuffrè lo scorso anno, per lo smaltimento da parte degli altri Comuni nella discarica di Autigno. Che però, fino ad oggi, ancora non è rientrata in funzione mentre l'attuale amministrazione punta ad una riapertura, almeno parziale, entro gli ultimi mesi dell'anno.

Ma oltre a questi, non si sono concretizzati 900mila euro di entrate per sanzioni da difformità per i progetti relativi agli impianti fotovoltaici, 200mila euro di introiti per sottoservizi, 2,5 milioni di euro di entrate in meno rispetto al gettito Imu previsto e 1,4 milioni di euro rispetto al gettito Tasi previsto.
Da un lato, quindi, la cronica incapacità di incassare le entrate - tributarie e non solo - previste. Come dimostra anche la mole degli interessi attivi, vale a dire i crediti vantati dal Comune ma non ancora incassati, che cresce costantemente (nonostante tante revisioni dei residui), passati da poco più di 93 a poco più di 104 milioni di euro dal 2017 al 2018. «Sta aumentando - è l'allarme lanciato dal dirigente - la massa creditoria dell'ente con evidenti ripercussioni sulla capacità di far fronte alle proprie obbligazioni per carenza di liquidità».

Dall'altro lato, ci sono spese in alcuni casi eccessive. Del resto, il livello delle spese (poco meno di 270 milioni e 500mila euro) non ha precedenti negli ultimi anni. E proprio sul fronte delle entrate, nella relazione sul disavanzo a firma del dirigente del settore Servizi finanziari si individuano in particolare alcuni costi che «gravano in maniera sensibile sugli equilibri di bilancio» e sui quali «è possibile effettuare interventi al fine di ridurne l'impatto».
Si tratta, in particolare, dei 622mila euro di contributo per l'università, degli oltre 400mila euro di differenziale negativo tra entrate e spese per gli asili nido, degli oltre 700mila euro di differenziale negativo tra entrate e spese per la mensa scolastica, del costo del trasporto scolastico «eccessivo rispetto al numero di utenti», della gestione degli impianti sportivi ed infine del «costo rilevante delle bollette elettriche».

Problematica rispetto alla quale il dirigente auspica «investimenti o un partenariato pubblico-privato di efficientamento energetico tali da ridurre l'impatto sugli equilibri di bilancio corrente».
Ma nella riunione di consiglio comunale di giovedì non si discuterà soltanto di bilancio, anche se il rendiconto della gestione 2018 farà certamente la parte del leone insieme a tutte le deliberazioni collegate come il riconoscimento di diversi debiti fuori bilancio.
Tra i punti all'ordine del giorno, infatti, ci sono la revoca del recesso del Comune dall'Ipres, l'Istituto pugliese di ricerche economiche e sociali, e invece il recesso dall'Unione dei Comuni Valesio. Infine, sarà la volta delle proposte di delibera presentate dai gruppi consiliari: stalli per disabili a norma (Lo Martire), istituzione dei buoni spesa per la farmacia comunale (Quarta e Cavalera), camera iperbarica presso l'ospedale Perrino (Quarta e Cavalera), abrogazione della delibera di giunta sull'avviso pubblico per la concessione di beni confiscati alla criminalità organizzata (Cavalera e Quarta), questione enfiteusi (M5S), adesione alla Banca della Terra di Puglia (M5S), Pubblicizzazione del servizio idrico integrato (M5S). © RIPRODUZIONE RISERVATA