Effetto Gomorra: un diverbio finito a pistolettate

Effetto Gomorra: un diverbio finito a pistolettate
Quasi un mese dopo, la sparatoria avvenuta un freddo sabato notte di gennaio tra una folla di ragazzi in largo Concordia è solo un triste ricordo, ma le immagini diffuse su quell'agguato dai carabinieri del Comando provinciale sono chiare per spiegare il terrore che si è propagato in mezzo a quei giovani negli istanti in cui due colpi di pistola hanno ferito alla spalla e a una gamba un uomo di 26 anni, G.C., finito poi in ospedale.
La scena è quella di un bruttissimo film e (forse) nemmeno un bravo regista sarebbe stato capace di mettere insieme quelle rapide sequenze che vedono un giovane sbucare all'improvviso da un vicolo (via della Maddalena) in jeans e giubbotto. Un'immagine come quelle viste in tanti film e fiction che descrivono il mondo della criminalità e l'esaltazione di poveri boss.
Una figura, la sua, simile a tanti altri giovani intenti a quell'ora tarda a parlare e bere, ma che in tutta fretta irrompe nel cuore della movida alla ricerca di un conoscente.
Poi, quando lo trova, si scaglia contro con una pistola calibro 6.35, facendo fuoco due volte e da breve distanza. L'enigma durerà solo poche ore: il ventenne Piero Martucci, autore di quell'agguato, si consegnerà spontaneamente (accompagnato dal padre) presso la stazione dei carabinieri di Brindisi-Casale il pomeriggio successivo.
Al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, racconterà qualche giorno dopo in carcere alla presenza del suo luo legale di fiducia, Laura Beltrami: Non ho sparato per uccidere, avevo solo litigato con quella persona per colpa di una ragazza.
 

Un diverbio avvenuto tra i due giovani la mattina precedente il ferimento. Tutto qui. Un banale movente che in città aveva comunque scatenato nelle ore successive un vespaio di polemiche. Quella sparatoria non era andata giù a tantissime famiglie che quel sabato sera avevano da quelle parti i loro ragazzi. C'è stata una sparatoria in piazza, venite a prendermi ho paura.
Le parole, quelle di una studentessa, a quell'ora della notte avevano gelato il sangue ai genitori. Un racconto spaventoso, simile a quello di tanti altri giovani che erano rientrati a casa sconvolti quella notte.
Il giorno dopo, l'effetto di quella sparatoria produsse il vuoto in largo Concordia, mettendo sotto accusa anche l'abuso di alcol: birre e liquori che a volte vengono venduti anche ai minori. Come anche lo spaccio di stupefacenti: un business da ricercare (secondo gli investigatori) all'interno di altre sei gambizzazioni che hanno infiammato la città alla fine dell'anno. Tutt'altra storia questa, insieme all'urlo di tanti giovani che dopo la sparatoria avvenuta tra il 12 e il 13 gennaio avevano fatto sapere: Brindisi non è questa, noi vogliamo vivere.
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Mercoledì 6 Febbraio 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:55