Decarbonizzazione: fondi a rischio. Gentiloni in campo per Brindisi

Decarbonizzazione: fondi a rischio. Gentiloni in campo per Brindisi
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Lunedì 2 Marzo 2020, 09:35 - Ultimo aggiornamento: 16:56

Già nelle prossime ore, il commissario europeo per l'Economia Paolo Gentiloni verificherà quanto accaduto nell'ambito dell'iter per la distribuzione dei fondi per il Green Deal europeo. Nel documento di lavoro della Commissione europea, infatti, la centrale Enel Federico II di Cerano risulta in provincia di Taranto. E proprio alla provincia ionica ed al Sulcis (Sardegna), ma non a Brindisi, rischia di andare la quota italiana di fondi per la decarbonizzazione.

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L'allarme è arrivato nei giorni scorsi da Confindustria Brindisi, per bocca del presidente Patrick Marcucci. «Fermo restando, ovviamente, il peso della questione del siderurgico di Taranto e senza alcuna intenzione di attivare una guerra fra poveri, la continua sottovalutazione del caso Brindisi - aveva detto - non può più essere tollerata o sottaciuta». Nonostante gli appelli, le riunioni in Prefettura ed al ministero dello Sviluppo economico, aveva aggiunto, «l'intervento dei commissari dell'Ue circa la destinazione per l'Italia delle risorse del Fondo per la transizione energetica a Taranto e all'area mineraria del Sulcis in Sardegna conferma che il governo e forse anche la Regione Puglia nei fatti non hanno tenuto conto di Brindisi». Per l'eurodeputato della Lega Andrea Caroppo, in realtà, si sarebbe trattato solo di un refuso, visto il riferimento alla centrale Federico II, inserita però nella provincia di Taranto.

 

A seguito della denuncia, la politica locale, per una volta senza alcuna distinzione di schieramento, aveva fatto sentire la propria voce. Il Movimento 5 Stelle, infatti, poche ore dopo l'appello, aveva annunciato tramite il consigliere regionale Gianluca Bozzetti e dell'intero gruppo consiliare brindisino, il coinvolgimento dell'europarlamentare pentastellato Mario Furore, componente della commissione Bilancio, «per fare in modo che una parte di quei fondi sia destinata a Brindisi anche e soprattutto in vista della riconversione della centrale Enel, in modo da salvaguardare i livelli occupazionali e dare nuove prospettive di sviluppo nella direzione delle energie rinnovabili».

Nelle ore successive, la denuncia di Confindustria ha ricevuto il sostegno anche del sindaco Riccardo Rossi e del deputato, nonché coordinatore regionale, di Forza Italia Mauro D'Attis. Quest'ultimo, insieme alla collega Vincenza Labriola, ha sostenuto che «separare i destini di Taranto e Brindisi, riconoscendo alla città jonica l'accesso agli incentivi Green New Deal ed escludendo Brindisi, rappresenta un errore gravissimo che dimostra una scarsa conoscenza dei problemi della Puglia ed anche della gravità delle emergenze ambientali che interessano i due capoluoghi». Per questo, i due parlamentari hanno annunciato che avrebbero chiesto «spiegazioni al governo in commissione Ambiente della Camera» e che avrebbero fatto presente «che Taranto e Brindisi hanno in comune la necessità di gestire il complesso processo di decarbonizzazione, con annessi problemi di riconversione industriale e di riflessi negativi dal punto di vista occupazionale. L'utilizzo degli incentivi Green New Deal, pertanto, non può essere negato ad uno dei due poli della stessa emergenza ambientale pugliese. È un errore imperdonabile che Brindisi, come Taranto, davvero non merita di subire dopo aver dato tanto all'Italia».

Dal canto suo, anche il sindaco Rossi aveva promesso di prendere di petto la vicenda, pur specificando che questa «è ancora tutta da vedere e costruire». La partita, aveva rassicurato, «è ancora aperta. Tutta la programmazione europea del prossimo settennato si deciderà nei prossimi mesi. E in quest'ambito la Regione avrà la possibilità di orientare le scelte e gli obiettivi sia sui Por che nell'ambito della partita sui fondi per il Green New Deal, rispetto ai quali bisogna avanzare delle proposte».

Posizione condivisa dal segretario cittadino del Partito Democratico Francesco Cannalire, che nelle scorse ore ha fatto notare come «con determinazione e una vision chiara, anche questo territorio potrà diventare area obiettivo nella prossima programmazione europea. Le preoccupazioni sollevate dal presidente di Confindustria Patrick Marcucci sono condivisibili e devono spronare tutti gli attori istituzionali, datoriali e sindacali a definire il prima possibile una strategia unitaria di sviluppo sostenibile di questo territorio alla luce della grande sfida della decarbonizzazione». Ed è stato proprio il Pd brindisino, tramite la presidente provinciale Rosy Barretta, a chiedere ed ottenere l'intervento da parte dell'ex presidente del Consiglio Gentiloni.

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