«Adesso la rete dei contagi è più difficile da ricostruire»

Domenica 15 Novembre 2020 di Lucia PEZZUTO

Mentre salgono i contagi in Puglia, la provincia di Brindisi regge con 62 nuovi positivi. Ma intanto aumentano i ricoveri per Covid nell'ospedale Perrino, dove i posti letto destinati ai pazienti Covid sono 107. Nonostante la riconversione del nosocomio di Ostuni, infatti, continuano ad arrivare nel capoluogo pazienti affetti dal virus. Sono, al momento, 80 le persone ricoverate a Brindisi, di queste 19 (su 20 posti disponibili) si trovano nel reparto di Malattie infettive, 21 in Pneumologia, 30 in Medicina interna e 10 in Rianimazione (su 28 posti in dotazione). Ad Ostuni sono 12 i ricoverati: 6 in Medicina interna e 6 in Pneumologia. Invece nell'ospedale post Covid di Mesagne si trovano 12 pazienti. Ieri purtroppo un paziente di 91 anni, di un'altra provincia, è deceduto per Covid nel reparto di Pneumologia del Perrino.
L'unità di Epidemiologia del dipartimento di Prevenzione della Asl ha stilato un report che fotografa la provincia negli ultimi dieci mesi e certifica la difficoltà nel ricostruire, nelle ultime settimane, la catena dei contagi. Nel periodo compreso tra il 24 febbraio e l'8 novembre sono stati 44.835 i residenti sottoposti a tampone: in pratica 114,8 ogni mille residenti.
Attualmente in tutta la provincia vi sono 958 positivi, con un'età media di 46,5 anni: 280 a Brindisi, 109 a Francavilla, 104 a Ostuni, 85 a Fasano, 51 a San Pietro, 47 a Villa Castelli, 35 a San Michele Salentino, 29 a Carovigno, 29 a Mesagne, 25 a Ceglie, 23 a San Pancrazio, 22 a Erchie, 21 a San Vito, 20 a Cellino, 19 a Latiano, 15 a Cisternino, 12 a San Donaci, 12 a Torchiarolo, 11 a Torre Santa Susanna, 9 a Oria. «I dati dell'attività di sorveglianza sanitaria - spiega l'epidemiologo Pasquale Pedote, che ha curato il report con il collega Francesco Paolo Bianchi - sono in continua evoluzione. Complessivamente, nel periodo di riferimento, sono stati eseguiti 65.060 tamponi, in media 1,44 tamponi per soggetto sottoposto a test, ossia l'11,1 per cento dei tamponi effettuati in Puglia. In linea con l'evoluzione del quadro epidemiologico si osserva un trend in aumento nel numero di tamponi eseguiti e della proporzione di tamponi positivi, con i valori massimi raggiunti nelle ultime settimane».
Tra il 24 febbraio e l'8 novembre sono 1.983 i casi confermati: nella fascia di età 0-9 anni sono 97 i positivi; 162 in quella 10-19 anni; 242 tra 20 e 29 anni; 247 nel range 30-39; 312 in quello 40-49 anni; 346 tra i 50 e 59 anni; 244 tra i 60 e 69 anni; 170 tra i 70 e 79 anni; 126 tra gli 80 e gli 89 anni, 37 nella fascia da 90 in su. Sono 74 i decessi totali: 58 casi tra gli over 70; 9 tra i 60 e 69 anni, 6 casi tra i 50 e i 59 e 1 nella fascia 30-39. La maggior proporzione di casi positivi è di sesso femminile, ben 1.021, pari al 51,5 per cento e l'età mediana è di 47 anni; in linea con le osservazioni a livello regionale e nazionale si osserva da settimane un trend in aumento dell'età media. Inoltre per il 16,1 per cento dei soggetti risultati positivi, 320 casi, è riportata in anamnesi almeno una patologia cronica, ma questo dato potrebbe essere sottostimato. Quasi la metà dei casi è riconducibile a un contatto stretto con caso accertato; mentre per 86 soggetti, pari al 4,3 per cento il fattore di rischio non è definito.
«I fattori di rischio individuati, per settimana di pandemia aggiunge Pedote - risultano spesso sovrapponibili alle strategie poste in essere. Infatti, si evidenzia fino al mese di maggio una maggiore proporzione di contatto con persona contagiata, dal mese di maggio a luglio prevale quale fattore di rischio lo screening, in linea con le azioni promosse dalla Regione. Infine, dal mese di luglio compaiono i rientri da aree a rischio. Nelle ultime settimane diventano prevalenti i casi sospetti di cui risulta complesso ricostruire la catena di contagio».
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