In Puglia cauto ottimismo: casi in crescita stabile e il trend resta invariato
Nuovi casi a Lecce e Maglie

Lunedì 23 Marzo 2020 di Massimiliano IAIA

Di sicuro, è ancora troppo presto. La battaglia resta ancora lunga, si dovrà e non per poco continuare a restare a casa, ma c'è un dato che da qualche giorno induce a un pur cauto ottimismo. In Puglia, i numeri degli ultimi giorni confermano un livello di diffusione che resta relativamente contenuto. Un trend, questo, che d'altra parte rispecchia la situazione complessiva nel Sud, ben lontana dal drammatico bilancio della Lombardia.

E il bollettino regionale conferma appunto questa tendenza: ieri si sono registrati altri 111 casi positivi al coronavirus, comunque un numero leggermente più alto rispetto a quello di sabato (che era di 94), ma si ragiona su cifre che sostanzialmente non superano fortunatamente un determinato livello. Un primo effetto, evidentemente, delle restrizioni di due settimane fa, e proprio questo induce a richiamare l'attenzione sul rispetto delle regole anche per i prossimi giorni.

Ieri sono stati effettuati 573 test, e degli 111 casi positivi 17 sono della provincia di Lecce, 6 dell'area brindisina e altrettanto della provincia di Taranto. A questi vanno sommati i 37 casi positivi della Provincia di Bari, i 17 della Provincia di Bat, i 22 della Provincia di Foggia. Un altro caso riguarda un residente di fuori regione, per altri cinque è in corso l'attribuzione della provincia di riferimento. Il totale dei casi positivi di Covid in Puglia è di 786 (231 nella Provincia di Bari, 49 nella Bat, 100 nella Provincia di Brindisi, 212 nell'area foggiana, 120 nella Provincia di Lecce, 41 nella Provincia di Taranto.
Il bollettino regionale registra due decessi: una 94enne che si trovava in una casa di riposo di Soleto e un altro contagiato della provincia di Foggia.

LECCE
A Lecce è risultato positivo un infermiere di sala operatoria del Vito Fazzi che al momento si trova in quarantena al proprio domicilio. Nei giorni scorsi il contagio era stato segnalato per due medici di Malattie infettive. Ora è toccato a un infermiere di sala operatoria. Il Servizio di igiene pubblica della Asl di Lecce è stato allertato per le misure di prevenzione che in questi casi riguardano la ricostruzione dei contatti stretti e gli eventuali tamponi da fare, oltre alle operazioni di sanificazione degli ambienti il cui compito spetta alle squadre di Sanitaservice appositamente costituite.

AGGIORNAMENTO: Salvemini: «Ventisei positivi in città, solo uno in più rispetto a ieri»

In mattinata il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha annunciato che i casi nella città capoluogo sono oggi (23 marzo) 26 in tutto. A Maglie, il sindaco Ernesto Toma, sempre questa mattina ha annunciato che nel comune esistono al momento 3 casi accertati: uno in più rispetto alla coppia di farmacisti, dunque.
 

BRINDISI
Nella provincia di Brindisi, la notizia giunge dal centro di riabilitazione del San Raffaele di Ceglie Messapica, con la positività al coronavirus di una terapista. La donna era assente dalla struttura sanitaria da 10 giorni.
Sul fronte tarantino, è salito a undici il numero dei contagiati all'interno dell'ospedale di Castellaneta. Sono risultati positivi ma asintomatici un altro primario e una caposala del San Pio. Entrambi avrebbero preso parte ad una riunione tenuta agli inizi di marzo negli uffici della direzione sanitaria, dove era presente il vicedirettore medico ritenuto il paziente «numero uno» dell'ospedale. Intanto, il sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane, ha annunciato che il fratello è risultato positivo al tampone del coronavirus.

Sul territorio nazionale, dopo settimane di avanzata implacabile - sabato il picco con 793 morti in un giorno - arriva la prima frenata: ieri 651 morti e 3.957 positivi in più rispetto a sabato, quando questi ultimi erano stati 4.821. Numeri sempre pesanti, ma, indica il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, «in controtendenza e che ci auguriamo possano essere confermati nei prossimi giorni. Non abbassiamo la guardia». D'altra parte, i contagiati sono diventati 46.638 e le vittime ben 5.476 (3.456, il 63% del totale, in Lombardia). Le prima misure stringenti di contenimento, ricordano dalla Protezione Civile, «sono state adottate l'11 marzo, quindi ci aspettavamo di vedere risultati a partire da 2-3 settimane. La prossima settimana sarà da questo punto di vista assolutamente cruciale e ci aspettiamo di vedere un segnale di inversione di tendenza». La serrata a spostamenti ed attività, dunque, potrebbe aver cominciato a piegare la curva dei contagi. Dagli esperti un appello, in particolare, è rivolto ai 23mila positivi che si trovano in isolamento domiciliare: occorre «limitare i contatti esterni per interrompere la catena di trasmissione».

Ultimo aggiornamento: 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA