Conversione a gas delle centrali: «Per Enel serve la Via, mentre A2A si fermi»

Conversione a gas delle centrali: «Per Enel serve la Via, mentre A2A si fermi»
Parere negativo al progetto di riconversione della centrale Brindisi Nord da parte di A2A e richiesta di Valutazione d'impatto ambientale, con inclusa Valutazione d'impatto sanitario, per la riconversione della Federico II di Cerano da parte di Enel.

È questa la posizione dell'amministrazione comunale di Brindisi, che proprio in queste ore sta formalizzando pareri ed osservazioni rispettivamente in merito alla richiesta di non assoggettabilità a Valutazione d'impatto ambientale di Enel e di Via al progetto di A2A di istallare otto motori alimentati a gas nell'impianto Brindisi Nord.

Per il primo progetto l'amministrazione comunale ritiene che sia assolutamente necessaria la Via, corredata da una Valutazione di impatto sanitario, anche laddove vi fosse la percezione di una generale condizione di miglioramento dovuto alla completa rinuncia al carbone quale combustibile. Inoltre il progetto si presenta carente, dal punto di vista del Comune, essendo sprovvisto della rete di adduzione del gas non consentendo, quindi, una valutazione complessiva sulle emissioni e dei rischi di incidente rilevante.

Non solo. L'intervento, secondo l'amministrazione, deve necessariamente inquadrarsi anche nell'ambito della pianificazione di Terna, il gestore della rete nazionale ad alta tensione, rispetto alle opere e agli impianti che la variazione comporterà lungo l'infrastruttura e a supporto di questa. Il Piano di sviluppo di Terna - si legge infatti nell'apposita delibera approvata dalla giunta - non ha ancora, infatti, declinato l'asset della decarbonizzazione in modo pieno ed esaustivo, ovvero non risulta chiaro quali e quanti interventi dovranno essere ospitati del territorio comunale e provinciale per garantire la piena attuazione della Sen e del Piano nazionale integrato per l'energia e per il clima. Molti di questi interventi, infatti, determineranno ulteriore occupazione di suolo e, se non correttamente localizzati, potranno comportare anche una diminuzione della possibilità di sequestro naturale di carbonio del suolo e di altre risorse naturali di cui si prevedesse l'utilizzo, l'occupazione o il consumo.

Il passaggio dal carbone al gas, inoltre, per l'amministrazione comunale di Brindisi deve comunque comportare un ragionamento sui cambiamenti climatici conseguenti all'utilizzo di fonti fossili,
Infine, la giunta sottolinea tra le altre cose la inadeguatezza dell'analisi su quantità e tipologia di rifiuti provenienti dalla demolizione delle strutture ed il rischio di rilascio di contaminanti nel suolo e nelle acque di falda; la mancanza del ricorso ad evidenti e documentate strategie di compensazione della Co2 che tengano conto della sua effettiva produzione a regime; l'assenza di soluzioni progettuali volte a garantire una sensibile riduzione degli impatti già prodotti sulle matrici ambientali; ed infine il fatto che le trasformazioni progettuali prefigurano elevati risvolti socio-economici, per cui occorre un'adeguata ed appropriata valutazione costi-benefici, anche a supporto di un ventaglio adeguato di alternative progettuali.
La richiesta di Enel di non assoggettare il progetto a Valutazione d'impatto ambientale, dunque, è stata respinta per tutte queste motivazioni.

Rispetto al progetto presentato da A2A, invece, nei prossimi giorni sarà espresso parere sfavorevole perché la vecchia centrale di Brindisi Nord è ferma dal 2012, motivo per cui il nuovo impianto proposto, dal punto di vista dell'amministrazione, comporterebbe emissioni aggiuntive nel sito mentre non vi sarebbero adeguate misure compensative sotto i profili ambientale e sanitario. Inoltre nel progetto presentato non è presente, come accaduto e contestato anche per la riconversione di Enel, lo schema di adduzione del gas con la conseguente valutazione di possibili rischi in caso di incidenti rilevanti. A questo si aggiunge il fatto che le ricadute occupazionali sarebbero poco rilevanti, in quanto sarebbe prevista l'assunzione di dieci persone al massimo.

«Su quel sito - spiega il sindaco Riccardo Rossi facendo riferimento alla centrale Brindisi Nord - ci aspettiamo progetti che riguardino l'utilizzo della retroportualità, produzione di energia da fonti rinnovabili e accumulo ma anche economia circolare. Come prospettato dai vertici dell'azienda qualche mese fa, auspichiamo che vengano realizzati gli impianti per la separazione di vetro e plastica che porterebbero una buona ricaduta dal punto di vista occupazionale sul territorio e sarebbero anche coerenti con la sostenibilità ambientale che vogliamo per questa città».
F.R.P.
 
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Mercoledì 10 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:53