Logistica ed energie rinnovabili nel destino del polo Brindisi Sud: sì all'ordine del giorno

Martedì 22 Marzo 2022 di Francesco RIBEZZO PICCININ
Il consiglio comunale monotematico sul destino del polo energetico Brindisi Sud

Non è stata l’unanimità auspicata ma, alla fine, l’ordine del giorno sul futuro del polo energetico Brindisi Sud, dopo una discussione lunga oltre quattro ore, è stato comunque approvato con i voti della maggioranza e di quasi tutta l’opposizione, eccezion fatta per Fratelli d’Italia. Anzi, l’adesione è stata ulteriormente rafforzata dalle firme apposte all’ordine del giorno da parte di Pd, Lega, Forza Italia ed Idea ma anche dall’inserimento di due delle tre proposte di emendamento del Partito repubblicano. La votazione, a conclusione del monotematico sul destino delle infrastrutture energetiche, dal molo carbone alla vera e propria centrale, passando dal nastro trasportatore e dai carbonili coperti, ha visto 25 voti favorevoli ed un solo contrario (Massimiliano Oggiano per FdI).

Le richieste

E proprio Oggiano, che ha accusato i 5 Stelle di accordi pre elettorali, ha parlato di «fiera dell’ipocrisia» e di «necessità disperata di tutelare le forze di governo presenti in questa aula». Se, ha aggiunto, «vi accontentate di ciò che è stato fatto per il nostro territorio, la cosa non può che preoccuparmi seriamente. Si tratta solo di briciole che continuano a cadere su Brindisi, momenti di carità fatti a questo territorio». Il documento, integrato con due delle tre richieste di emendamento presentate dal capogruppo del Partito repubblicano Gabriele Antonino, che nonostante questo ha lasciato l'aula e non ha quindi votato, prevede in linea di massima proposte legate logistica ed alle energie alternative. Si parte dal parere favorevole da parte del Consiglio al riutilizzo di tutte le infrastrutture produttive di Enel “per progetti industriali e logistici di sviluppo finalizzati al reimpiego di tutti i lavoratori diretti e indiretti del polo energetico”. Assodato questo, da un lato ci sono gli impegni che Enel dovrebbe assumere: inserimento dei dome e del nastro trasportatore nella Zona franca doganale, interloquire con altri operatori per insediare stabilimenti di produzione di impianti di accumulo o di produzione di energia rinnovabile, mettere a disposizione il sistema di captazione acque per la creazione di un dissalatore. Autorità di sistema portuale ed Asi, invece, dovrebbero rispettivamente completare il banchinamento di Capobianco e costituire una propria Zona franca doganale. Il sindaco e la giunta, infine, dovranno mettere in campo ogni azione possibile per l’estensione della Zes fino a Cerano, per derogare il limite dei 300 metri dalla costa previsto dal Piano paesaggistico territoriale regionale, per l’utilizzo di dome e nastro ai fini della logistica portuale, ad affiancare Enel nell’attività necessaria ad attirare investimenti sul territorio ed a creare con le altre multinazionali presenti a Brindisi un “tavolo delle committenze” per garantire alle aziende locali l’accesso ad appalti e sub appalti. A queste richieste si aggiungono, su richiesta del Pri, un piano di decomissioning che preveda l’utilizzo di imprese locali nella fase di dismissione dell’impianto e l’impegno ad adottare un kit localizzativo comunale per le Zes.

Il dibattito

«Si chiude l’era del carbone - ha commentato il sindaco Riccardo Rossi - e si apre quella delle energie rinnovabili. Ci sono diversi insediamenti previsti e richiesti, con forti ricadute occupazionali. Si parla molto di Falck ma ce ne sono altri. Serve un piano, delle aree idonee e lavorare perché il sito di Cerano possa essere produttivo con tutte le tecnologie nuove che sono disponibili e che non sono quelle fossili perché quella pagina è definitivamente chiusa. Questo è il dato politico importante. Se ne prenda atto. Finalmente si fa chiarezza con i cittadini: non è vero che qualcuno vuole dire no a tutto. Capisco che sia facile strumentalizzare ma noi di proposte ne abbiamo sempre fatte tante, quindi questa volta sono contento che si possa andare verso questa direzione, che può dare un futuro ed un impulso nuovo alla città di Brindisi». Non ha risparmiato le critiche, nonostante il voto favorevole, Forza Italia che con il capogruppo Roberto Cavalera ha ribadito: «Di parole al vento in questi quattro anni ne ho sentite tante», con riferimento soprattutto all’occasione persa dei fondi del Just Transition Fund. «Se - ha concluso - c’è un’amministrazione che vuole porsi con forza nei confronti del governo centrale ben venga, altrimenti parliamo di nulla, come da quattro anni a questa parte». Accuse alle quali ha risposto, indirettamente, il capogruppo dei 5 Stelle Gianluca Serra: «Noi abbiamo voluto fortemente tutto questo per dare dignità a questa assemblea, dando un indirizzo politico del quale dobbiamo pretendere dal sindaco l’esecuzione. Sindaco, le stiamo dando un impegno e una legittimazione molto gravosi, non li tradisca. Vogliamo che si porti al tavolo su Enel ciò che oggi si voterà e pretendiamo dei risultati e che si faccia di tutto. Ci sono anche alcuni impegni di un certo tipo, come quelli su Capobianco e su alcune infrastrutture, che non sono facilmente digeribili rispetto alla storia di contrapposizione che abbiamo avuto ma vi invito seriamente a dare esecuzione a tutte le richieste».

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