Comune sommerso di cause: i contenziosi valgono 150 milioni di euro

Martedì 7 Gennaio 2020 di Francesco RIBEZZO PICCININ
È il contenzioso fuori controllo uno dei principali problemi del bilancio del Comune di Brindisi. Il suo valore potenziale, infatti, si aggira intorno ai 150 milioni di euro tra cause per lavori pubblici, servizi e forniture; contenziosi amministrativi, cause di lavoro con dipendenti interni o professionisti esterni, espropri, risarcimenti dei danni, contenzioso per insidie stradali e sinistri, cause di valore non determinabile ed eventuale nuovo contenzioso o minori rimborsi. Fatta eccezione per le cause di valore non determinabile, è il capitolo relativo ad appalti per opere pubbliche, forniture e servizi quello con il contenzioso dal maggior valore assoluto: poco meno di 60 milioni di euro. Seguito dai contenziosi amministrativi, 12 milioni, e dalle cause per insidie stradali e sinistri, poco più di 6,5 milioni di euro. In quest'ultima categoria, una causa in corso ha un valore stimato di 1.701.864 euro, una di 924.180,65 euro, un'altra di 941.293,63, quattro di circa 250mila euro mentre molte altre superano le due o tre decine di migliaia di euro.

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«Su queste somme - ha spiegato il sindaco Riccardo Rossi nei giorni scorsi - è necessario accantonare un fondo tale che l'eventualità della soccombenza in molti di questi procedimenti aperti non mandi in dissesto il Comune di Brindisi». Per questo, nella proposta di delibera consegnata ai consiglieri in vista della riunione del consiglio comunale di giovedì è previsto un fondo rischi da contenzioso da 40 milioni di euro. Tenuto conto dello stato dei predetti giudizi - scrive nella valutazione sull'entità del fondo il segretario generale e dirigente dell'ufficio legale Pasquale Greco - si ritiene congruo stabilire, in relazione alle predette cause, un coefficiente di rischio pari al 25%.

Ed è proprio la quantificazione di questo contenzioso, perfezionata durante i tre mesi trascorsi dall'avvio dell'iter per il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, ad avere fatto lievitare le previsioni iniziali. A settembre, infatti, quando il consiglio comunale ha preso atto dello squilibrio strutturale del bilancio, si prevedeva un piano di riequilibrio da 25 milioni di euro in dieci anni. Tre mesi dopo, però, i milioni sono diventati più del doppio, ovvero poco meno di 55, e anche gli anni sono raddoppiati, passando a venti.

«Rispetto al calcolo della masse debitoria - ha spiegato infatti il sindaco nei giorni scorsi - c'è stata evidentemente una scelta. La somma era effettivamente di 28 o 30 milioni ma abbiamo deciso di coprire anche il possibile contenzioso». Una eventuale soccombenza non prevista o comunque maggiori somme da pagare rispetto a quanto inserito nel piano, infatti, comporterebbero quasi certamente il dissesto dell'ente.
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