Riparte il Cis di Brindisi e Lecce: il vertice con la ministra Carfagna

Domenica 16 Gennaio 2022 di Francesco RIBEZZO PICCININ
Riccardo Rossi e Carlo Salvemini

Riparte, quasi inaspettatamente, il Contratto istituzionale di sviluppo per Brindisi e Lecce. Giovedì scorso a Roma, infatti, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi ed il sindaco di Lecce Carlo Salvemini hanno incontrato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna. Proprio per parlare del Cis, rimasto “congelato” proprio dal passaggio tra governo Conte 2 e governo Draghi e dunque anche dall’insediamento del ministro Carfagna.

 

La lettera

Da quasi un anno, i Comuni di Lecce e Brindisi cercavano di ottenere una convocazione per riaprire il capitolo Cis, che ha già dovuto subire uno stop ad ogni cambio di governo e, di conseguenza, di ministro competente. A maggio dello scorso anno, infatti, Rossi e Salvemini avevano scritto al ministro “per porre alla sua attenzione il Contratto istituzionale di sviluppo, Cis, Brindisi-Lecce, la cui istruttoria è rimasta sospesa, in virtù degli avvicendamenti nei dicasteri. Il percorso per la definizione dello strumento è iniziato nel luglio del 2019, con il ministro Barbara Lezzi e, successivamente, proseguito con il ministro Giuseppe Provenzano che lo ha implementato, estendendo le aree di intervento ai comuni della Provincia di Lecce a Nord della città di Lecce e a quelli della Provincia di Brindisi a Sud della città di Brindisi; in questo modo si è tracciata un’area vasta, da Lecce a Brindisi, con la cerniera dei comuni tra le due città”. Durante il percorso già compiuto, ricordavano i due sindaci, “è stata Invitalia l’agenzia individuata per la raccolta delle proposte di intervento da finanziare attraverso il Cis. Siamo oggi, a circa due anni dall’attivazione di questo percorso, a chiederle cortesemente un tavolo ove fare il punto della situazione e riavviare l’istruttoria per la definizione del Cis”.

 

La mediazione

Richiesta rimasta senza risposta. Pochi mesi dopo, tuttavia, il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Mauro D’Attis, annunciando una convocazione a breve, aveva chiarito che il ministro non era rimasto con le mani in mano ma, anzi, aveva seguito con attenzione il dossier che era stato inizialmente indirizzato a Bruno Tabacci, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. «È evidente - aveva sostenuto l’onorevole azzurro - che c’è bisogno di un aggiornamento del Cis, perché serve più confronto». La strategia, aveva aggiunto, «va adeguata anche al momento che stiamo vivendo. Il Cis, dunque, si deve inserire all’interno di quello che sta succedendo con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con le relative opere approvate e finanziate, e con la transizione energetica e digitale».

 

Le modifiche

Ed in effetti, pur non coinvolgendo anche in questo caso i soli Comuni di Brindisi e Lecce, l’ultima versione del Cis andrà rivista. Il tema individuato nell’incontro sarebbe quello del mare. Questo potrebbe portare a confermare alcuni dei Comuni delle province brindisina e leccese coinvolti nella precedente versione, escludendone invece altri che pure erano stati inseriti. Ma anche altri inizialmente noi coinvolti potrebbero entrare a far parte dell’accordo. Dai Comuni di Brindisi e Lecce trapela solo la conferma dell’incontro avvenuto, anche grazie al lavoro dell’onorevole D’Attis. Ma nessuna presa di posizione ufficiale dei due primi cittadini. Sarà infatti il ministro Carfagna ad ufficializzare la ripartenza del Cis convocando un incontro con tutti gli enti coinvolti - sui quali è in corso proprio in questi giorni una riflessione - intorno alla metà della prossima settimana. Quel che è certo è che il tema “costiero” del nuovo Cis potrebbe fare gioco a Brindisi. Dei grandi progetti inseriti all’interno del dossier già discusso con i due governi passati, infatti, solo quelli relativi al litorale nord tra quelli considerati ad alta priorità dall’amministrazione, sono rimasti fuori dai fondi del Pnrr: realizzazione delle barriere soffolte per la protezione della costa dall’erosione, rimodulazione della falesia, ripascimento delle tante spiagge quasi completamente “cancellate”, rinaturalizzazione di tutta la fascia costiera, spostamento verso l’interno dell’attuale litoranea, con contestuale trasformazione in viabilità “dolce” per bici e pedoni, realizzazione di parcheggi e servizi sulla costa.

 

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