Il biscotto cegliese candidato a bene culturale dell'Unesco: il percorso da seguireTutt

Lunedì 3 Maggio 2021 di Maria GIOIA

Il biscotto cegliese patrimonio culturale immateriale dell'Unesco? Perché no.
Dopo il via libera del consiglio regionale della Puglia alla mozione che chiede il riconoscimento del pane di Altamura come patrimonio culturale immateriale dell'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, anche il consiglio comunale di Ceglie Messapica si è attivato per avviare le procedure volte a coinvolgere la Regione nel progetto ambizioso, che mira a rendere il famoso dolcetto di mandorle e marmellata un bene di tutto il mondo, proposto dal consigliere di maggioranza, Cataldo Rodio.

 

Le tappe del percorso


Nel corso dell'assise civica di venerdì mattina, Rodio ha presentato la sua mozione che impegna il sindaco Angelo Palmisano a compiere un percorso ben preciso. La prima tappa prevede l'attribuzione del marchio di denominazione comunale al biscotto. Mentre la seconda ha come obiettivo la denominazione di origine protetta, vale a dire il marchio di tutela giuridica Dop, che viene attribuito dall'Unione europea agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti. E, in questo caso, il primo cittadino dovrà contare sul supporto della Regione Puglia, fondamentale per poter giungere alla meta: il riconoscimento del prodotto dolciario di Ceglie Messapica, come patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. L'operazione è ambiziosa, certo. Ma offre numerosi spunti per continuare a valorizzare il goloso dolcetto cegliese.
«Ho proposto questa mozione urgente per impegnare il sindaco ad attivarsi affinché la Regione Puglia avvii le procedure per l'inserimento del biscotto cegliese nel patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, considerato che il 13 aprile scorso il consiglio regionale ha approvato una mozione che chiedeva il riconoscimento del pane di Altamura come patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. Il biscotto cegliese è realizzato con materie prima e prodotti del territorio, quali mandorle, limone, uova e marmellata, ed è venduto nei panifici, bar e pasticcerie cegliesi. E' conosciuto come dolce della tradizione gastronomica cegliese ed è una risorsa del territorio che dev'essere valorizzata al più presto possibile, anche per restituire all'agricoltura locale un respiro di sollievo perché trascurata negli ultimi tempi», ha spiegato Rodio per poi presentare l'ordine del giorno, allegato alla mozione, approvato dal consiglio comunale.
Positivo il commento di Palmisano: «Questa iniziativa è bene incardinata nelle nostre linee programmatiche. Ovviamente, è intenzione di questa amministrazione puntare alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e soprattutto del biscotto cegliese, che rimane una delle eccellenze tipiche del nostro territorio. E' l'antesignano del dolce per celiaci, non avendo farine all'interno, bene si presta a questo tipo di alimentazione priva di glutine».
Inoltre, il primo cittadino ha assicurato l'impegno dell'amministrazione comunale, già all'opera con una iniziativa che punta alla creazione del marchio comunale De.C.o.: «Noi abbiamo già predisposto un regolamento per la valorizzazione dei prodotti locali cegliesi, cercando di istituire un marchio di denominazione comunale De.C.o., che avranno un regolamento e un canovaccio su cui incardinare prodotti e caratteristiche per ottenere questo marchio. Da lì, bisognerà tirare le fila sia rispetto il presidio Slow food e sia per una denominazione Dop e poi l'inserimento nel patrimonio Unesco. Lavoreremo su queste direttrici che ci porteranno ad ottenere sicuramente un risultato eccellente».

Ultimo aggiornamento: 21:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA