Carabiniere ucciso. Sequestrati pistola e katana

Carabiniere ucciso. Sequestrati pistola e katana
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Domenica 16 Maggio 2021, 06:38 - Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 07:33

Punta dritta verso San Donaci la pista seguita dalla Procura di Lecce e dai carabinieri per individuare l'assassino che la sera del 3 maggio ha sparato alla periferia di Copertino quattro fucilate per ammazzare il maresciallo dell'Arma in congedo Silvano Nestola, 46 anni, del posto.

Le perquisizioni in casa della donna


Perquisizioni e sequestri si continuano a susseguire nelle proprietà dei genitori della ragazza frequentata da Nestola fino a qualche mese fa e che sono stati iscritti sul registro degli indagati per l'ipotesi di reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione: nella casa dei coniugi Michele Aportone e Rossella Manieri, 70 e 62 anni (difesi dagli avvocati Francesca Conte, Giancarlo Vaglio ed Ilario Manco. I familiari della vittima si sono affidati ad Enrico Cimmino e Vincenzo Maggiulli), è stata sequestrata una pistola Beretta calibro 9x21, con due caricatori e 50 cartucce. Ed anche una scimitarra da collezione, una katana. Tutte armi detenute legalmente dalla donna, titolare di porto d'armi.

Armi diverse dal fucile dell'omicidio


Armi tuttavia che non hanno attinenza con il delitto poiché a sparare e ad uccidere l'ex sottufficiale è stato un fucile calibro 12 semiautomatico a canna lunga caricato con tre cartucce a pallini ed una pallettoni.

L'arma usata dall'assassino che ha atteso nascosto dietro il palo della rete elettrica la consueta uscita di Nestola alle 21.45 dalla villa della sorella, in contrada Tarantino: lo dicono le ferite mortali ed anche quelle più superficiali, una quarantina in tutto, individuate dal medico legale Roberto Vaglio la sera dell'omicidio e nel corso dell'autopsia svolta l'altro ieri su incarico dei pubblici ministeri della Procura di Lecce, Paola Guglielmi ed Alberto Santacatterina.
E lo dicono anche i sopralluoghi dei carabinieri del Nucleo investigativo, del Ros e della Tenenza di Copertino che hanno recuperato i quattro bossoli dietro al palo della luce, nonché pallini e pallettoni conficcatisi nel muro di cinta e nella Toyata Yaris su cui Nestola stava per prendere posto con il figlio di dieci anni per rientrare a casa prima del coprifuoco.
Dunque, la pistola, i proiettili e la scimitarra non saranno esaminati nelle perizie balistiche al via giovedì prossimo (dopo il rinvio di una settimana) al Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma. La comparazione fra i bossoli espulsi dal fucile dell'assassino riguarderà il semiautomatico Benelli e la doppietta Bernardelli sequestrati ad Aportone la mattina del 4 maggio insieme a diverse cartucce. Ed anche a capi di abbigliamento berretti, giacche, felpe e maglio, nonché due torce. Un atto dovuto per verificare se questi capi di l'abbigliamento siano compatibili con quelli indossati dall'assassino e se eventualmente contengano tracce di polvere da sparo.

Le analisi sono in corso e stanno riguardando anche il furgone sequestrato alla famiglia Aportone-Manieri: non fosse altro per la certezza che il killer abbia usato un mezzo per raggiungere e fuggire da quella villa.
E.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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