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Vertenza Dema-Dar, salta il vertice in Prefettura. «Stipendi a singhiozzo, l'azienda rispetti i patti»

Vertenza Dema-Dar, salta il vertice in Prefettura. «Stipendi a singhiozzo, l'azienda rispetti i patti»
di Maria Chiara CRISCUOLO
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Luglio 2022, 05:00

L’aver ricevuto la mensilità arretrata di maggio non basta ad archiviare le preoccupazioni. I duecento lavoratori delle società Dema e Dar, a Brindisi, chiedono chiarezza e garanzie per il futuro. Con questo intento in tanti hanno partecipato ieri mattina all’assemblea pubblica indetta dalle organizzazioni sindacali di Fim-Fiom–Fismic–Ugl e Cobas nel piazzale antistante il Break 24, alla zona industriale. La rabbia e il disappunto sono palpabili. Dietro ogni operaio qualificato c’è una famiglia e un progetto di vita da onorare. Famiglie, quasi tutte monoreddito, che non riescono a provvedere regolarmente al pagamento delle bollette e stanno collezionando così tante rate di mutuo non pagate da aver perso il conto. Il vertice in Prefettura, che si sarebbe dovuto tenere ieri mattina alla presenza dei vertici dell’azienda e dei sindacati, per ora è solo rinviato. I lavoratori brindisini non arretrano di un centimetro.

L'emergenza

Negli ultimi tre anni il territorio ha visto licenziare circa 500 lavoratori legati all’indotto dell’aerospazio, aziende specializzate del comparto metalmeccanico che hanno contribuito a far crescere il territorio e l’industria. Il futuro all’orizzonte si fa sempre più incerto. 
«Alla luce della comunicazione aziendale fatta pervenire dalla Dema spa - afferma Antonello Piccolo, della Fim Cisl ieri, le organizzazioni sindacali di Fim – Fiom – Fismic – Ugl – Cobas, hanno ritenuto necessario confermare lo stato di agitazione, sospendendo al momento ogni iniziativa in attesa di ulteriori sviluppi.

Condanniamo fermamente l’atteggiamento arrogante dell’azienda che, dopo aver rinviato una prima riunione prevista per il 6 giugno scorso ed indicando come date utili per tale incontro le giornate di ieri e oggi, ha pretestuosamente rifiutato la presenza al secondo incontro convocato dal prefetto. Quanto dichiarato in merito alla mancanza delle competenze arretrate non corrisponde al vero, - fa notare Piccolo - poiché il bonifico effettuato dalla società copre la mensilità di maggio 2022, ma la stessa risulta già morosa per la mensilità di giugno».

La nuova convocazione

La prossima data utile da segnare sul calendario è il 20 luglio prossimo. «Continuiamo a non riporre fiducia - aggiunge il portavoce della Fim Cisl - verso un’azienda che periodicamente indica date di pagamento delle retribuzioni e puntualmente le disattende. Alla luce di quanto sopra nei prossimi giorni intraprenderemo, di comune accordo con le maestranze, tutte le azioni che riterremo opportune e necessarie a coinvolgere le istituzioni locali e nazionali ad ogni livello per garantire una solida continuità occupazionale».
Dello stesso parere anche Angelo Leo, segretario generale della Fiom Brindisi: «La tensione è alta - spiega - perché questi ritardi mettono in difficoltà i lavoratori. Parliamo di operai che alla spicciolata stanno facendo richiesta di essere assunti altrove perché non sanno più come far fronte alle spese di tutti i giorni. Serve un piano industriale vero che tenga conto degli investimenti necessari per l’innovazione, altrimenti l’azienda resta ai margini e i committenti vanno altrove». Il 14 luglio ci sarà un presidio dei lavoratori davanti alla Prefettura. «In quell’occasione - conclude Leo - seguiremo in diretta il vertice al ministero dello Sviluppo economico sperando di conoscere una volta per tutte quali sono le reali intenzioni di questa società».

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