Brindisi, la Provincia bussa in Comune per i pagamenti alle Università: «Restituite 3,2 milioni»

Venerdì 30 Ottobre 2015 di F.R.P.

Nonostante il recesso dalle convenzioni con le università di Lecce e di Bari, arrivato nel maggio 2013 ai tempi del commissario Cesare Castelli, la Provincia vanta ancora crediti non indifferenti nei confronti del Comune di Brindisi. Proprio per questo, dopo una ricognizione della situazione, l’ente di via De Leo ha emesso un decreto ingiuntivo milionario con il quale chiede a palazzo di città di rimborsare la quota comunale delle spese per sostenere l’università nel capoluogo. Si tratta, per la precisione, di 3.284.934,23 euro per i corsi di laurea di Economia aziendale, Ingegneria industriale e Scienze sociali, politiche e del territorio, oltre che di Ingegneria aerospaziale. Dunque per l’attività didattica sia dell’ateneo salentino che di quello barese.

In entrambe le convenzioni, si legge nel decreto presidenziale firmato da Maurizio Bruno che ha dato il via libera all’azione legale per il recupero dei crediti, «era previsto che gli enti cofinanziatori si impegnassero a erogare alla tesoreria dell’università i finanziamenti previsti per il tramite della Provincia, al fine di garantire la continuità del flusso finanziario e la soddisfazione delle obbligazioni contrattuali intraprese dai due atenei per la realizzazione delle convenzioni». Era l’ente di via De Leo, dunque, non solo a pagare materialmente l’università - anticipando la quota del Comune - ma anche ad eseguire la verifica delle rendicontazioni di spesa presentate dai due atenei.

Assodato che la Provincia «nel rispetto delle convenzioni ha regolarmente provveduto a trasferire alle Università degli Studi di Bari e di Lecce quanto dovuto anche per conto del Comune», al quale ha fornito «comunicazione dell’avvenuto pagamento richiedendo il dovuto rimborso delle quote di competenza sulla base delle percentuali di compartecipazione di spesa», l’ente di via De Leo ha rilevato «una ingente posizione debitoria del Comune di Brindisi», quantificata dagli uffici della Provincia in quasi 3,3 milioni di euro.

Per questo, l’ente guidato da Maurizio Bruno ha deciso di passare alle vie di fatto, incaricando il proprio legale interno, l’avvocato Mario Marino Guadalupi, di recuperare la somma - alla quale vanno aggiunti anche gli interessi legali - attraverso un decreto ingiuntivo. «Ci sono stati - spiega infatti il presidente Bruno - diversi incontri tra i tecnici della Provincia e quelli del Comune, ma loro sono rimasti sordi. Siccome le norme sul bilancio prevedono che l’ente metta in campo tutte le azioni utili per recuperare i crediti vantati, ci siamo mossi per tutelare l’ente da eventuali richiami della Corte dei conti».

Ma l’eventuale pagamento avverrà in un’unica soluzione - durissima per qualsiasi ente, non solo a causa della spending review ma anche e soprattutto dei vincoli dettati dal patto di stabilità - o con una rateazione? «Se il Comune avrà intenzione di ragionare insieme - conclude il presidente - ci siederemo e vedremo insieme come affrontare la questione, altrimenti si seguirà il normale iter giudiziario».

Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA