Insegnava senza averne titolo: finta prof nei guai

Insegnava senza averne titolo: finta prof nei guai
di Alfonso SPAGNULO
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Venerdì 18 Novembre 2022, 10:59 - Ultimo aggiornamento: 19:26

Falsa laurea pur di insegnare. Per dirla meglio avrebbe attestato che una sentenza del Tar aveva dichiarato titolo abilitante per l’insegnamento una laurea conseguita dalla donna in Bulgaria. Ma la verità è poi venuta a galla. La falsa attestazione resa da una 41enne di Fasano, appartenente ad una famiglia molto nota in città, è stata scoperta e per la donna sono iniziati i guai giudiziari. Dopo la segnalazione dell’ufficio scolastico competente la Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un fascicolo di indagine a carico della 41enne fasanese. Conclusi gli accertamenti il pm titolare del fascicolo, il sostituto procuratore della Repubblica Vittoria Petronella, ha fatto notificare all’indagata l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

L’accusa che viene mossa alla presunta falsa insegnante è quella contemplata dall’articolo 495 del codice penale: “Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o altrui”. Si tratta di una fattispecie di reato per cui è prevista la reclusione da uno a sei anni. Testualmente la contestazione che il magistrato inquirente muove alla 41enne fasanese è la seguente: “Nel compilare la richiesta di inserimento negli elenchi aggiuntivi delle graduatorie provinciali per le supplenze, attestava falsamente, con riferimento al proprio titolo di accesso alla graduatoria per la classe di concorso ‘discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado’ e ‘italiano, storia e geografia nella scuola di primo grado’, di aver ottenuto un provvedimento favorevole in esito al ricorso avverso il silenzio del Miur sulla richiesta di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Bulgaria, mentre si trattava di un’ordinanza in cui si dichiarava il ricorso irricevibile, dunque dichiarava il falso con riferimento alla qualifica professionale posseduta”.

Gli accertamenti

La falsa attestazione allegata dalla 41enne fasanese alla richiesta di inserimento nell’elenco delle supplenze presentata in provincia di Taranto non ha dunque retto ai controlli dei competenti uffici. La bugia è stata scoperta dai funzionari dell’Ufficio scolastico che a quel punto, attenendosi a quanto previsto dalla legge, hanno comunicato la questione alla Procura della Repubblica. Il pubblico ministero a cui è stato affidato il fascicolo ha aperto un’indagine che si è conclusa qualche settimana fa. Adesso però la fasanese rischia di finire sotto processo. Raccontare bugie per avere un’occupazione è un reato che la legge punisce con severità per non parlare della questione morale. Infatti in situazioni come queste non è soltanto il fatto che l’aspirante supplente pur di ottenere un incarico a scuola abbia dichiarato il falso ma che con la sua, appunto, falsa attestazione rischiava di soffiare il posto di lavoro a persone che la laurea l’hanno conseguita davvero dopo anni di studio e che quindi hanno tutte le carte in regola per insegnare. Oltre tutto i requisiti vengono scrupolosamente controllati dagli Uffici scolastici ed eventuali irregolarità immediatamente rilevate.

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