Ipotesi Tap a Brindisi, tutti contro Emiliano

Ipotesi Tap a Brindisi, tutti contro Emiliano
La politica brindisina insorge dopo l’ennesimo annuncio, da parte del presidente della Regione Michele Emiliano, di un presunto, ennesimo tentativo di spostare l’approdo del gasdotto Tap da Melendugno a Brindisi.
Primi a sparare ad alzo zero contro il governatore, nonché ex segretario regionale del Pd, sono proprio i vertici del Partito Democratico della città di Brindisi, secondo il quale «i continui interventi del presidente Emiliano a favore dell’approdo del gasdotto Tap a Brindisi, hanno solo il demerito di mortificare i brindisini e, soprattutto, gli iscritti ed il gruppo dirigente del Pd locale».
Dopo avere ricordato che la stessa Tap, a seguito della valutazione di diverse ipotesi, comprese tre nel territorio della provincia di Brindisi, ha scelto la zona di Melendugno, il Pd “smonta” anche l’argomento principe di Emiliano: la trasformazione a gas, proprio grazie al metano della Tap, della centrale Enel di Cerano. «Grazie alla nuova Strategia Energetica Nazionale licenziata dal governo Gentiloni, che ha anticipato al 2025 l’uscita dal carbone, il nostro territorio - ricordano invece - è chiamato a studiare, concordare e mettere subito in atto un nuovo modello che, senza demonizzare le imprese esistenti, presenti uno sviluppo compatibile che faccia finalmente perno sul porto, sul turismo e sul commercio».
Queste, rivendica il partito, «sono le nuove istanze del Pd locale e di un intero territorio che ha già offerto un contributo consistente alla politica energetica nazionale e che continuerà a farlo in futuro, grazie anche ai tanti impianti di energia eolica e solare che insistono nella nostra zona. Oggi c’è da dire basta, voltare pagina e pensare ad altro». Infine, il partito si dice certo «che Michele Emiliano, spesso refrattario ad eseguire ordini dall’alto quando non coincidono con il proprio punto di vista, capirà le nostre ragioni e comprenderà l’importanza di scongiurare dichiarazioni che, lungi dal produrre il cambiamento di scelte già compiute, non fanno altro che aizzare campanilismi e risentimenti».
Dello stesso tenore la presa di posizione di Carmine Dipietrangelo, dirigente di Articolo 1-Mdp Brindisi, il quale con una lettera aperta si rivolge al governatore. «In città - esordisce – molti intravedono in questa tua posizione una certa dose di arroganza e di prepotenza nei confronti del territorio».
Anche Dipietrangelo, tra l’altro, ritiene «non credibile» la proposta di rendere a gas la centrale di Cerano. «Si trovassero altre motivazioni - incalza invitando Emiliano, piuttosto, a smascherare gli interessi ed i condizionamenti dietro alla scelta per l’approdo Tap - ma non queste per sostenere ciò che tu ritieni opportuno realizzare a Brindisi ciò che non si può nel territorio leccese. La riproposizione del sito di Brindisi sembra più un tentativo di distrazione di massa, insomma, un alibi utile per la campagna elettorale ormai in corso. Una discussione sul nulla, esilarante perché priva di riscontri e di fattibilità. Il sito di Brindisi fu scartato per il suo impatto a mare che come è noto è ricco di poseidonia. Contro di esso si dichiararono, e in più occasioni, le istituzioni locali».
Piuttosto che pensare ad una «discussione sul nulla» come quella sull’approdo Tap, Dipientrangelo invita Emiliano e la politica locale e regionale ad occuparsi del destino della centrale Enel, che nel giro di meno di dieci anni è destinata a chiudere. E il rischio è che faccia la fine della centrale Edipower.
«E si faccia presto - conclude Dipietrangelo riferendosi ancora al destino della “Federico II” - perché la sua chiusura metterà in discussione una parte consistente della economia della città e del suo porto. Anche per queste ragioni faresti bene ad accettare l’invito del Forum Ambiente e Sviluppo per una tua diretta presenza a Brindisi e avviare così un confronto serio e costruttivo sul futuro della città a cui, come dici spesso, ti senti legato profondamente»
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Domenica 10 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:58