Brindisi, svolta per la centrale “Federico II”: Enel verso la rinuncia alla riconversione a gas. La scommessa sulle rinnovabili

L'ipotesi progettuale per la riconversione della centrale Enel
L'ipotesi progettuale per la riconversione della centrale Enel
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Mercoledì 23 Febbraio 2022, 17:18 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 07:50

Sempre più vicina, ormai, la rinuncia di Enel alla riconversione a gas naturale della centrale “Federico II” di Cerano. A determinare questa soluzione è soprattutto l'evoluzione della situazione energetica nazionale ed internazionale.

L'azienda

«Il programma di decarbonizzazione avviato da Enel in Italia prevede lo sviluppo di energie rinnovabili in tutto il territorio italiano e la chiusura degli impianti a carbone entro il 2025, in coerenza con le tempistiche previste dal Pniec, per sostituirli con nuova nuovi poli energetici costituiti da impianti a fonti rinnovabili, impianti di accumulo e impianti a gas, questi ultimi nella misura strettamente necessaria per mantenere in sicurezza il sistema elettrico italiano», fa sapere Enel, che aggiunge: «La quantità di capacità flessibile necessaria per assicurare la sicurezza del sistema elettrico nazionale viene definita da Terna e approvvigionata attraverso le aste del mercato della capacità, lo strumento previsto dal Piano nazionale integrato energia e clima per garantire il raggiungimento di questi obiettivi. Per quanto riguarda la centrale di Civitavecchia, la scelta di Enel deriva dall’ascolto delle necessità espresse dal territorio rispetto a uno sviluppo del sito in altre direzioni, e considerando le effettive esigenze di capacità flessibile del sistema elettrico nella macro-area Sud».

Per quanto riguarda Brindisi, il recente esito dell'asta di capacità evidenzia che il sistema elettrico nella macro-area non ha attualmente necessità di ulteriore  capacità a gas. Per lo sviluppo futuro di entrambi i siti proseguirà quindi un percorso condiviso con gli stakeholder locali in ottica di sviluppo sostenibile del territorio».

Le aste

Enel, dunque, a differenza di quanto accaduto per Civitavecchia, per Brindisi ha partecipato all'asta del capacity market. Ma, da quanto si apprende, Terna non sarebbe interessata ad ulteriore capacità di generazione a gas nella macro area relativa. Il che vuol dire, in sostanza, che per Brindisi restano in piedi i progetti relativi all'accumulo (batterie), campi fotovoltaici ed eolico con “La nuova torre dei venti”.

I commenti

«Ora è importante che ci sia l’attenzione diretta del Governo nazionale su Brindisi, con idonee misure di sostegno alla transizione ecologica e ai nuovi investimenti attraverso iniziative industriali e logistiche ben definite di Enel, Eni, Leonardo e altri operatori economici» evidenzia il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Mauro D'Attis. Mentre il segretario cittadino del Pd Francesco Cannalire evidenzia che «a meno di auspicate smentite, ci preoccupa il fatto che tutto questo possa fare parte di una scelta aziendale per disimpegnarsi da Brindisi. Tanti sono i segnali che vanno in questa direzione; oltre le ultime notizie sull’asta di Terna, anche su Enel Logistics manca un piano di investimenti concreti. A nostro avviso è giunto il momento, quindi, che Enel chiarisca definitivamente, oggi più che mai, per cosa e come intende investire su questo territorio».

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